L’orrore degli allevamenti di struzzi che diventano borse e portafogli (FOTO E VIDEO)

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Nuova indagine che testimonia il maltrattamento degli animali negli allevamenti. Questa volta si tratta degli struzzi le cui piume e la pelle vengono utilizzate per realizzare borse, scarpe e accessori da prestigiosi marchi della moda. Peta, l’associazione internazionale per la protezione degli animali, ha svelato, grazie ad un’indagine, cosa si cela dietro l’industria della macellazione di struzzi.

I giovani uccelli (che hanno appena compiuto un anno) subiscono atroci crudeltà prima di poterne sfruttare la pelle per Hermès, LVMH, Prada e altre grandi case di moda europee. Non vengono risparmiati neppure i cuccioli di pochi giorni, piccoli, teneri e pregiati, che non vedranno mai i propri genitori dato che devono essere subito utilizzati per realizzare portafogli.

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L’indagine, condotta da Peta Us è riuscita ad entrare nei macelli sudafricani gestiti dai due più grandi produttori di struzzi al mondo, i quali forniscono più del 85% di tutti i prodotti di struzzo a livello globale. In questi luoghi dell’orrore gli animali prima vengono tenuti in sporchi recinti, poi subiscono shock elettrici e sono picchiati, uccisi, spennati e scuoiati con atroce crudeltà.

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Gli investigatori Peta Us hanno realizzato delle video riprese assolutamente scioccanti all’interno degli allevamenti e nel mattatoio. Vi avvisiamo, le immagini sono molto forti (io stessa non sono riuscita ad arrivare in fondo al video) se siete molto sensibili evitate di sottoporvi ad una vera e propria tortura per la vostra anima. Dovrebbero vederle invece molto attentamente tutti coloro che acquistano le borse e gli altri oggetti in pelle di struzzo dei marchi incriminati.

ATTENZIONE, IMMAGINI FORTI:

Dopo quanto visto e documentato, PETA chiede a Hermès, Prada e agli altri brand di moda di interrompere subito la produzione e la vendita di articoli che si servono di pelle di struzzo e di altri animali esotici. L’esortazione è anche nei confronti dei consumatori che dovrebbero smettere di acquistare questi oggetti di cattivo gusto e che fomentano lo sfruttamento degli animali.

Ma perché ancora tanta crudeltà? Abbiamo davvero bisogno di creare un mare di sofferenza per avere una borsa, un portafoglio o un paio di scarpe firmate?

Francesca Biagioli

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