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Svolta storica: stop agli allevamenti in gabbia dal 2027! Il Parlamento Ue ha detto sì

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Stop agli allevamenti in gabbia dal 2027 in tutta Europa. Il Parlamento Europeo ieri ha detto sì, sostenendo l’appello dei cittadini europei per la fine graduale di questo tipo di allevamenti. Una giornata storica, attesa da anni.

Per le autorità europee infatti esistono alternative all’allevamento in gabbia e dovrebbero essere incoraggiate, fermo restando che ci sarà un periodo di transizione e sostegno adeguato per agricoltori e allevatori di bestiame. Ma non è finita: secondo il testo licenziato ieri dal Parlamento Ue, anche i prodotti importati dai paesi extraeuropei dovranno avere gli stessi standard: in altre parole, in Europa potranno entrare solo animali non allevati in gabbia.

Di fatto, i deputati hanno confermato la volontà di porre fine gradualmente all’uso delle gabbie negli allevamenti per migliorare il benessere degli animali. Nella loro risposta all’iniziativa dei cittadini europei ” End the Cage Age”, essi hanno chiesto alla Commissione europea di presentare proposte legislative per vietare l’allevamento in gabbia nell’UE, possibilmente già entro il 2027, dopo un adeguato periodo di transizione e dopo è stata effettuata una solida valutazione dell’impatto scientifico. La risoluzione è stata adottata ieri  con 558 voti favorevoli, 37 contrari e 85 astensioni.

L’ iniziativa “End the Cage Age” è stata registrata presso la Commissione europea il 5 settembre 2018. Al momento della presentazione, aveva raccolto il sostegno di quasi 1,4 milioni di firmatari in tutta l’UE. Le alternative all’allevamento in gabbia esistono e sono già adottate con successo in numerosi Stati membri, affermano i deputati. Questi sistemi alternativi dovrebbero essere ulteriormente migliorati e incoraggiati ovunque ma per garantire condizioni di parità per gli allevatori in tutta l’Unione, è necessaria una legislazione europea uniforme.

Approccio specie per specie e transizione adeguatamente finanziata

La graduale fine dell’uso delle gabbie dovrebbe basarsi su un approccio specie per specie, che tenga conto delle caratteristiche dei diversi animali e garantisca che tutti dispongano di sistemi di allevamento adatti alle loro esigenze specifiche

affermano i deputati. Prima che vengano apportate modifiche legislative, agli agricoltori e agli allevatori di bestiame deve essere concesso un periodo di transizione sufficientemente lungo e un sostegno adeguato. Ciò potrebbe includere servizi di consulenza e formazione, incentivi e programmi finanziari e e impedire il trasferimento della produzione dell’UE in luoghi in cui gli standard di benessere degli animali sono inferiori a quelli comunitari.

I deputati chiedono inoltre una politica alimentare più completa per sostenere il passaggio a un sistema alimentare più sostenibile, ma anche per impedire alle aziende agricole di piccole e medie dimensioni di abbandonare la produzione di bestiame e fermare la sua ulteriore concentrazione nelle mani di poche grandi aziende.

Stessi standard per tutti i prodotti importati

Una politica commerciale equa che garantisca condizioni di parità è una precondizione per standard europei più elevati

afferma il Parlamento. Per questo i deputati ieri hanno chiesto che tutti i derivati animali importati nell’UE siano prodotti nel pieno rispetto della legislazione europea, compreso l’uso di sistemi di allevamento senza gabbie. Per questo, sarà necessari rivalutare gli accordi commerciali esistenti.

Divieto di alimentazione forzata non necessaria di anatre e oche

I deputati chiedono inoltre alla Commissione di presentare una proposta per vietare la crudele e non necessaria alimentazione forzata di anatre e oche per la produzione di foie gras.

Adesso la palla passerà alla Commissione che dovrà esprimersi, ma la decisione del Parlamento scrive una pagina importante. Si tratta di un grande passo in avanti a favore del benessere animale.

Qui il testo approvato

Fonti di riferimento: Parlamento Europeo

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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