Addio all’ara di Spix, il pappagallo blu del film Rio si è estinto

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Addio all’ara di Spix, il bellissimo pappagallo blu brasiliano, reso famoso dal film animato “Rio” si è estinto in natura. A stabilirlo è una nuova analisi di BirdLife International pubblicata su Science Direct.

Sale, dunque, a otto il numero delle specie estinte (confermate o molto probabili) che sono sparite in questo secolo in natura. Tra loro ci sarebbero anche il gufo pigmeo Pernambuco e il poo’uli visto l’ultima volta nel 2004.

Se la speranza rimane sempre quella di ricredersi su qualche esemplare allevato in cattività, la certezza degli esperti è un’altra: la lista delle specie in estinzione cresce sempre di più per colpa della deforestazione in Sud America e non solo. Di contorno poi c’è la caccia illegale.

“Le nostre analisi mostrano che l’estinzione continua. Storicamente il 90% delle avveniva su isole remote, ma oggi i dati dimostrano che c’è un’ondata crescente in tutti i continenti a causa della perdita di habitat dovuta ad agricoltura, drenaggio del terreno e disboscamento non sostenibile”, dice Stuart Butchart, capo scienziato di BirdLife International.

Tuttavia nella lista rossa dell’International Union for the Conservation of Nature (IUCN), le specie animali in pericolo sono molte di più, ovvero 26mila. E l’ara di Spix (Cyanopsitta Spixii) è solo l’ultima in ordine di tempo. Questo bellissimo pappagallo è da sempre stato oggetto di commercio e costretto a vivere in gabbia, non a caso i risultati si vedono.

Nel 1985 erano stati trovati tre esemplari nella foresta brasiliana, ma due erano stati catturati illegalmente per il commercio di animali domestici e tutti i tentativi di riproduzione non sono andati a buon fine. Un ultimo avvistamento in natura era stato nel 2016, ma si pensa fosse un’ara di Spix sfuggita alla cattività, mentre l’ultimo esemplare in natura risale al 2000. Ora anche il sito della IUCN lo classifica ufficialmente estinto con 0 esemplari della sua specie

ara di spix

Foto: Al Wabra Wildlife Preservation

Stessa sorte dicevamo anche per il poo-uli, avvistato l’ultima volta nel 2004 sull’isola di Maui alle Hawaii. I tentativi di allevare l’uccello in cattività sono falliti. Delle otto specie da riclassificare come estinte, quattro sono “in pericolo critico (forse estinte)”.

Compresi l’ara glauco, una volta trovato in Argentina, Uruguay e Brasile e il gufo pigmeo del Pernambuco, un gufo di 15 cm di altezza che mangia insetti e mai più avvistato dal 2002.

“Ovviamente è troppo tardi per aiutare alcune di queste specie, ma poiché conosciamo gli uccelli meglio di qualsiasi altra classe tassonomica, sappiamo quali altre specie sono più a rischio. Speriamo che questo studio possa ispirare un raddoppiamento degli sforzi per prevenire altre estinzioni”, conclude Butchart.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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