Palio di Ronciglione: muore una cavalla, niente finale del Martedì Grasso

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Stop al Palio di Ronciglione. La corsa di cavalli “ a vuoto”, cioè scossi, che caratterizza il Carnevale della località del Viterbese, domani non si correrà. È quanto deciso dagli organizzatori della corsa, a seguito di un incontro con i rappresentanti delle scuderie, che ha portato alla cancellazione della tradizionale finale del Martedì Grasso.

La decisione è arrivata dopo l’incidente, avvenuto sabato pomeriggio, durante le qualificazioni, nel quale era morta Tiffany, una cavalla iscritta al Palio. Tiffany si era schiantata contro le transenne metalliche posizionate, lungo il percorso di gara, come tentativo di protezione dei cavalli. La cavalla, a seguito di un urto talmente violento da avere causato il piegamento della protezione di metallo, è rimasta infilzata nel petto da una parte della barriera di metallo.

Secondo quanto riportato in questi giorni sul sito Geapress.org, esisterebbe un filmato, ad opera di un animalista, che riprendeva la scena, e che testimonierebbe l’accaduto. Lo spettatore sarebbe però stato a sua volta aggredito da un gruppo di contradaioli durante i disordini fra il pubblico che sono scoppiati immediatamente dopo l’incidente, e che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri

Lasciate in frigorifero per almeno due ore.

Nelle scorse settimane, avevamo evidenziato come il Palio di Ronciglione, inizialmente vietato da un’ordinanza del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini a proposito della protezione degli equini, si sarebbe svolto “regolarmente”, in applicazione dell’Art. 3 della legge contro i maltrattamenti sugli animali (legge 189/40), che indica come i reati di maltrattamento Non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente”.

Il motivo? Un gruppo di consiglieri della Regione Lazio – Rodolfo Gigli (Udc), Francesco Battistoni (Pdl) e Giuseppe Parroncini (Pd) – avevano presentato una proposta di legge per il riconoscimento storico del Palio di Ronciglione. Di conseguenza, la tutela sui cavalli che avrebbero potuto ferirsi o (come in questo caso, morire) durante la corsa, sarebbe passata in secondo piano.

Di fronte a tutto questo, viene da porsi una domanda: se, al posto delle barriere metalliche, ci fossero state delle protezioni più “morbide” (materassi, vecchi pneumatici), la tutela per i cavalli non sarebbe stata più efficace? E ancora, in nome della tradizione è giusto infliggere tali sofferenze agli animali? A tal proposito, proprio l’Agenzia di stampa GeaPress sta promuovendo una campagna affinché cada il riconoscimento dell’Unesco al Palio di Siena come patrimonio culturale dell’Umanità. Voi che ne pensate?

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