Orso polare ferisce a morte un campeggiatore e viene ucciso a fucilate: svelata l’identità dell’uomo

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Un orso polare ha ucciso un campeggiatore. È accaduto nelle isole Svalbard, precisamente a Spitzbergen. Qui, secondo quanto riportato dai media locali, un orso polare ha attaccato l’uomo provocandone la morte.  In un primo momento l’identità della vittima non era stata resa nota ma ora è stato annunciato che si tratta di un 38enne di origini olandesi.

Johan Jacobus Koote giaceva nella sua tenda quando un orso polare lo avrebbe trascinato fuori dalla sua tenda ferendolo. La tragedia è avvenuta all’alba di venerdì alle 4 del mattino in un campeggio vicino a Longyearbyen. La vittima è un uomo la cui nazionalità non è ancora nota, hanno detto le autorità locali.

Secondo il quotidiano Svalbardposten, altri sei campeggiatori stavano dormendo sul posto al momento dell’attacco, ma sono rimasti illesi. Il 38enne, che lavorava come stagionale nel campeggio, ha riportato ferite mortali e in seguito è morto.

uomo ucciso orso polare

©Facebook

Per tutta risposta, alcuni uomini presenti all’interno del campeggio hanno sparato all’animale ferendolo e condannandolo a morte. E’ accaduto lo scorso venerdì dove si è consumato il sesto incidente di questo tipo degli utlimi 50 anni. Una zona in cui solitamente gli orsi e gli uomini convivono pacificamente ma purtroppo negli ultimi giorni non è andata così.

Dopo la morte dell’uomo, gli altri campeggiatori hanno sparato all’orso, che si è trascinato in fin di vita fino all’aeroporto di Longyearbyen e lì è morto. Nell’arcipelago, a metà strada tra la Norvegia e l’Artico, le armi sono purtroppo consigliate a tutti coloro che lasciano le città e si addentrano nelle aree non abitate, in cui vivono gli orsi. In un censimento del 2015, il numero di orsi polari che popolano lo Spitsbergen, una specie protetta dal 1973, è di circa 1.000 unità.

Questo è il sesto attacco mortale di un orso polare su un arcipelago oltre il Circolo Polare Artico dal 1971. L’ultima volta che si è verificata una morte simile era il 2011, quando uno studente britannico di 17 anni è stato ucciso e altri quattro sono rimasti feriti durante una gita scolastica.

Orsi affamati a causa dello scioglimento dei ghiacci polari

Purtroppo, gli orsi polari sono davvero allo stremo. Emaciati, affamati e ridotti pelle e ossa, essi si stanno spingendo sempre di più verso i centri abitati. Secondo gli esperti, lo scioglimento delle calotte glaciali, terreno di caccia naturale dgli orsi polari che si nutrono principalmente di foche, li sta costringendo a cercare cibo nei territori occupati dall’uomo. Solitamente quando vengono avvistati nelle aree popolate, vengono cacciati indietro o riportati sui ghiacci dagli elicotteri ma a volte, come in questo caso, gli incontro umani-orsi si trasformano in tragedie.

E’ stato documentato che essi siano costretti a nutrirsi della carne dei loro simili pur di sopravvivere alla fame provocata dal riscaldamento globale provocato dall’uomo.

Mettiamoci una mano sulla coscienza, le morti umane e animali delle isole Svalbard sono anche colpa nostra.

Anche perchè, come se tutto ciò non bastasse, la Norvegia sta espandendo le operazioni di trivellazione petrolifera proprio in questo delicatissimo e fragile ecosistema artico (oltre i limiti del trattato delle Svalbard).

Fonti di riferimento: Mandiner

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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