L’orso M49 ‘Papillon’ è stato castrato, imbottito di tranquillanti e rinchiuso per sempre in cattività

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Imbottito di tranquillanti, castrato e condannato per sempre alla cattività. Ancora una volta, lo sfortunato protagonista è M49, l’orso Papillon che abbiamo imparato a conoscere e amare quando, dopo essere scappato dal suo recinto, avevamo temuto per la sua vita. La decisione presa dalla provincia di Trento ha fatto infuriare animalisti e associazioni che sono scesi in piazza in favore del benessere del plantigrado.

A Papillon, la cattività era sempre stata stretta, così svegliatosi dal letargo nel luglio 2019, aveva iniziato la sua corsa verso la libertà. Ma ad aprile scorso era stato catturato dal Corpo forestale del Trentino sui monti sopra Tione, nelle Giudicarie ed era stato riportato al Casteller, a sud di Trento, nella struttura che tanto odiava. A difesa dell’orso era intervenuto perfino il ministro Sergio Costa, quando si era ipotizzato di abbatterlo in caso di pericolo. Fortunatamente, nessun abbattimento, ma neanche nessuna buona notizia. Anzi. Per il povero Papillon oggi arriva l’ennesima violenza: l’orso è stato castrato e imbottito di tranquillanti. A farlo sapere è stata l’assessore provinciale Giulia Zanotelli in risposta all’interrogazione fatta dal consigliere provinciale di Futura, Paolo Ghezzi.

“Si tratta di una prassi per gli animali detenuti in cattività”, ha spiegato a seguito dell’intervento di castrazione chimica operato all’orso, l’assessore Giulia Zanotelli aggiungendo che all’orso vengono somministrati dal veterinario integratori contenenti sostanze naturali (amminoacidi e vitamine)”che hanno effetti benefici e calmanti senza alterarne comportamento e fisiologia”.

Sull’ipotesi di un trasferimento di M49, l’assessore afferma che la Provincia “ribadisce la disponibilità a consentire il trasferimento del plantigrado in strutture che eventualmente risultassero migliori per ospitarlo, qualora le proposte fossero ben documentate e tecnicamente valide. Rileviamo, in ogni caso, che ad oggi e come in passato, ai proclami non è seguita nessuna proposta concreta fattibile”.

L’Orsa JJ4

Nel frattempo, anche le sorti dell’orsa JJ4 sono incerte. Ricercata perché colpevole di aver aggredito due uomini e con un’ordinanza di abbattimento, per lei tifiamo tutti.

“Nessuno tocchi JJ4, si depongano subito i fucili e sia data la parola alla ragione e alla scienza”, dice la Lav che ha deciso di impugnare l’ordinanza di Fugatti, depositando un ricorso al Tar di Trento.

“L’ordinanza in questione – afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav dell’Area animali selvatici – è del tutto carente dal punto di vista motivazionale, non riporta alcun elemento di approfondimento sull’evento accaduto e inoltre è del tutto sproporzionata, non si può uccidere un’orsa per un evento non chiarito, dopo che per quindici anni è sempre rimasta schiva, nel suo ambiente, senza creare danni e senza mai incontrare una sola persona”.

E anche l’Oipa promette battaglia: “Abbiamo pronto il ricorso al Tar con il quale chiederemo anche la sospensiva dell’ordinanza. Ricordiamo che l’abbattimento di un orso può avvenire, per legge, solo in caso di comprovata pericolosità nei confronti dell’uomo e quando si sia verificata l’inefficacia di misure alternative incruente”.

Fonti:Ansa/Lav/Oipa

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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