Orsi polari: fallito il tentativo di vietarne il commercio

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Poveri orsi. L’esportazione di pelliccia, denti e zampe di orso polare dal Canada continuerà senza sosta. Dopo un aspro dibattito, i Paesi membri della Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, si sono rifiutati di mettere definitivamente al bando il commercio internazionale degli orsi polari, come invece proposto dagli Stati Uniti.

L’orso polare, infatti, è attualmente inserito nell’Appendice II della Cites, che regola il commercio internazionale, mentre gli Stati Uniti avrebbero voluto un suo inserimento nell’Appendice I, in cui si vieta totalmente il commercio. Una misura assolutamente necessaria, visto che, oltre al cambiamento climatico e alla crescente perdita di ghiaccio marino artico in cui gli orsi polari cacciano, la caccia esercita ancora oggi una pressione intollerabile supplementare sulla scarsissima popolazione oggi esistente.

La scienza dipinge un futuro chiaro per l’orso polare. Ma un divieto di esportazione gli darà una migliore possibilità di sopravvivenza nel mondo, almeno fino a quando non saremo in grado di affrontare anche i cambiamenti climatici“, ha detto il capo delegazione degli Stati Uniti alle 178 nazioni riuniti a Bangkok. Ma il Canada, che ospita di due terzi degli orsi polari del mondo e unica nazione ad assicurare le esportazioni, ha sostenuto che non ci sono prove scientifiche sufficienti per dimostrare che gli orsi sono in pericolo di crollo della popolazione. Per questo il capo delegazione canadese ha respinto la proposta degli Stati Uniti definendola “basata più sulle emozioni che sulla scienza“.

Il risultato di questo confronto è stato che 38 paesi hanno votato a favore della proposta degli Stati Uniti e 42 contro, mentre 46 si sono astenuti. Così, circa 600 orsi polari orsi verranno ancora uccisi ogni anno in Canada, alcuni moriranno per anacronistiche tradizionali cacce Inuit, altri per diventare trofei per cacciatori stranieri. Tra gli orsi uccisi, circa metà verrà esportato come pelliccia o altre parti del corpo.

Il mondo ancora una volta ha avuto la possibilità di intervenire per salvaguardare gli orsi polari e ha fallito. Ogni anno che passa senza proteggere al massimo questa specie è un altro anno che ci avvicina alla sua scomparsa definitiva“, ha detto Jeffrey Flocken, direttore per il Nord America dell’International Fund for Animal Welfare. In realtà, questa decisione potrebbe essere riesaminata dall’Assemblea plenaria la prossima settimana. E gli orsi polari, che non resisteranno a lungo, incrociano… le zampe.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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