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Delibera shock in Trentino: vogliono abbattere gli orsi ritenuti “problematici”, comprese le mamme che difendono i cuccioli

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Orsi in Trentino. Non c’è pace per gli animali, finiti nel mirino di una nuova delibera della Provincia Autonoma di Trento. Secondo il documento, in alcuni casi è previsto l’abbattimento degli animali, anche delle mamme che difendono i loro piccoli, senza neanche il parere dell’Ispra. Ciò significa che gli orsi potranno essere immediatamente uccisi su decisione del Presidente della Provincia.

La delibera a firma del presidente Maurizio Fugatti è stata accompagnata da una serie di controverse linee guida per la gestione dell’orso in Trentino, pensate per gestire le situazioni critiche. Esse individuano tre tipi di azioni: leggere, energiche (radiocollare e cattura con successivo spostamento) e, per ultima la rimozione attraverso l’abbattimento.

Le linee guida sono frutto di un confronto con Ispra, istituto che ha rilasciato sull’ultima versione il sostanziale parere positivo. Si tratta quindi di un ulteriore passaggio verso la gestione della popolazione dell’orso in Trentino, che negli ultimi anni ha segnato un incremento importante. Per quanto riguarda l’aspetto più controverso, ovvero la gestione degli esemplari più problematici, le linee guida fissano i casi in cui sarà possibile, in estrema ratio e a seguito di atteggiamenti ritenuti pericolosi o dannosi per l’uomo, disporre l’abbattimento di un orso. L’analisi di questi casi avverrà in maniera coerente con i criteri del Pacobace, che prevede 18 atteggiamenti con differenti gradi di pericolosità. Sugli esemplari più problematici si esprimerà anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), fatto salvo i casi per i quali vi sia l’urgenza di intervenire rapidamente per garantire la pubblica sicurezza, competenza che sarà in capo al presidente della Provincia autonoma di Trento.

Secondo quanto si legge nei documenti, tra le azioni possibili vi sono la cattura e la captivazione permanente (azione J) o l’uccisione (azione K) in questi casi:

  • orso ripetutamente segnalato in centro residenziale o nelle immediate vicinanze di abitazioni stabilmente in uso
  • orso provoca danni ripetuti a patrimoni per i quali l’attivazione di misure di prevenzione/o di dissuasione risulta inattuabile o inefficace
  • orso attacca (con contatto fisico) per difendere i propri piccoli, la propria preda o perché provocato in altro modo
  • orso segue intenzionalmente le persone
  • orso cerca di penetrare in abitazioni, anche frequentate stagionalmente
  • orso attacca (con contatto fisico) senza essere provocato

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di commentare queste previsioni, evidentemente sproporzionate, commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. Dal presidente Fugatti non ci aspettiamo certo un atteggiamento di rispetto nei confronti degli orsi e della biodiversità, date le vicende di cui gli orsi del Trentino sono state vittime in questo ultimo anno. Tuttavia queste Linee guida varate dalla sua Giunta appaiono davvero come una dichiarazione di guerra e di morte nei confronti dei plantigradi del suo territorio. Ci auguriamo che la Provincia autonoma di Trento si decida a varare serie azioni di prevenzione per consentire una serena convivenza tra i grandi carnivori, i residenti e i turisti affinché tali previsioni restino solo sulla carta della sua delibera, sempre che non si debba andare anche in questo caso nelle aule giudiziarie affinché i magistrati ne valutino la legittimità.

Ancora una volta questi animali rischiano di non essere tutelati, anzi, di essere perseguitati per il solo fatto di trovarsi al cospetto dell’uomo.

Qui il testo della delibera

Fonti di riferimento: Provincia Autonoma di Trento, Oipa

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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