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Questo cucciolo di orca si è perso in mare: è gara di solidarietà per cercare la sua mamma

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C’è una grande gara di solidarietà, ma anche tanta preoccupazione in questi giorni in Nuova Zelanda. Una squadra di soccorso di animali ha salvato un cucciolo di orca che si era arenato vicino a Wellington e si cerca disperatamente il pod in cui c’è la sua mamma.

Domenica scorsa, ad avvistare l’orca sono stati due adolescenti che l’hanno vista annaspare ferita vicino le rocce di Plimmerton, a nord della città. Il cucciolo di appena sei mesi è stato ribattezzato dalla tribù locale Ngāti Toa, proprio Toa che significa ‘forte’ o ‘coraggioso’. Dopo l’avvistamento si è creata una vera task force e attualmente i soccorritori del Dipartimento di Conservazione (DOC) e i volontari dell’Orca Research Trust fatto dei turni, a temperature gelide, per prendersi cura del cucciolo che ha perso il suo pod.

Il team guidato dalla biologa marina Ingrid Visser sta facendo di tutto per cercare la famiglia di Toa, ogni giorno vengono organizzate spedizioni in mare. Come sappiamo, le orche si spostano in piccoli pod, solitamente composti da una famiglia. Riescono a percorrere anche 150 chilometri al giorno, ma fortunatamente non nuotano in linea retta, quindi potrebbero girare sempre nella stessa zona. Certo è difficile saperlo, ma la biologa non perde la speranza e per questo sui social, negli ultimi giorni sono stati lanciati appelli come questo:

Il Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda ha lanciato appelli e centinaia di cittadini di Wellington si sono uniti nella ricerca. Molti camminano lungo la costa, altri fanno giri in barca e ci sono anche perlustrazioni aeree. La ricerca si è estesa a quasi 200 chilometri a nord della città. Su Facebook si possono ammirare le bellissime immagini di Toa che è stata curata e sta bene, ma nei video si possono sentire anche i suoi lamenti dovuti alla lontananza dalla sua mamma.

orca toa

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Il cucciolo viene monitorato all’interno di un recinto in acqua per scongiurare eventuali pericoli, ma aperto con l’accesso in mare. La biologa Visser dice che si farà il possibile per trovare la madre di Toa, se così non dovesse essere il passo successivo sarà quello di cercare un altro pod con cuccioli. Per natura, le madri orca adottano anche i figli non loro purché stiano allattando.

Fonte: Whale and dolphin watch – Wellington

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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