Decisione storica! L’Olanda dice basta agli allevamenti di visoni per le pellicce (con 3 anni di anticipo)

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No alle uccisioni dei visoni. L’Olanda ha adottato una decisione tanto inaspettata quanto bella, che potrebbe porre fine all’industria della pelliccia di visone. Il paese, il terzo produttore al mondo, avrebbe dovuto fermare le uccisioni nel 2024, ma il coronavirus ha fatto anticipare i tempi di ben 3 anni.

Nei giorni scorsi i parlamentari hanno votano per chiudere in anticipo gli allevamenti di visone, dopo che il coronavirus ha colpito decine di aziende. Adesso si aspetta solo il voto della Camera affinché il provvedimento possa diventare definitivamente legge.

Purtroppo oltre 600.000 animali sono stati abbattuti da quando è stato scoperto il primo focolario in due allevamenti nell’area del Brabante. Era fine aprile quando vennero individuati i primi casi negli allevamenti.

Ma nei giorni scorsi i deputati hanno votato a favore di una mozione elaborata da Esther Ouwehand, del partito animalista, ponendo fine all’allevamento di visoni e facendo in modo che le aziende che sono state letteralmente svuotate dagli animali a causa del Covid-19 non tornino a riempire di nuovo le gabbie.

“Questo è un enorme passo avanti: il massacro di animali per la loro pelliccia nei Paesi Bassi finalmente sta per finire”, ha dichiarato il presidente del partito animalista, Esther Ouwehand. “Oltre a essere moralmente riprovevole, l’allevamento di visone è ora semplicemente insostenibile perché rappresenta una minaccia per la salute pubblica. Fermarlo ora e non nel 2024 salverà milioni di visoni da una vita miserabile”.

Il paese ospita circa 200 allevamenti, gestiti da 165 aziende. Non a caso è il terzo fornitore di visoni al mondo con 90mila pellicce esportate ogni anno dopo la Danimarca e la Cina.  Già dal 2013, i parlamentari avevano concordato di eliminare gradualmente l’industria entro la fine del 2023 ma il coronavirus ha accelerato i tempi visto che l’infezione si stava diffondendo anche negli allevamenti.

A giugno, purtroppo, decine di migliaia di visoni sono stati uccisi brutalmente col gas per paura di una ulteriore diffusione del coronavirus. A poco erano valsi i ricorsi presentati da varie associazioni animaliste.

Una portavoce del ministro dell’agricoltura Carola Schouten ha detto a DutchNews che il governo sta lavorando a una serie di interventi per aiutare gli allevatori a fermare le attività al più presto.

Purtroppo, nonostante la decisione del Parlamento, non si conoscono ancora i tempi e si attende anche il voto della Camera prima che la decisione possa diventare definitiva. I deputati non hanno ancora fornito la data di chiusura né il risarcimento per gli allevatori  ma le associazioni stimano che entro la fine dell’anno tutte le aziende saranno chiuse.

Per la Peta si tratta di una decisione storica:

“Accogliamo con favore il fatto che il governo olandese abbia fatto la scelta etica di porre fine all’allevamento di pellicce nei Paesi Bassi. Con questo divieto, ai visoni sono stati risparmiati altri quattro anni di tormento, spesso facendo impazzire questi poveri animali per la loro prigionia prima di ucciderli in modo orribile, anche per gassificazione o elettrocuzione. Stiamo esercitando pressioni su altri paesi affinché vietino questa spregevole industria, seguire l’esempio dei Paesi Bassi e chiudere allevamenti di pellicce crudeli o rischiare di diventare la fonte della prossima pandemia.”

I presupposti per porre fine a questo massacro ci sono tutti, speriamo che gli allevamenti possano chiudere i battenti il prima possibile.

Fonti di riferimento: Dutch News, Novethic , Peta

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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