Il caso Marius si ripete. Un’altra giraffa verra’ uccisa?

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Una nuova giraffa verrà uccisa in Danimarca? La triste e cruenta fine della piccola giraffa Marius, uccisa e smembrata per essere data in pasto ai leoni davanti a un folto pubblico di bambini, non ha insegnato nulla agli zoo danesi. Appena quattro giorni dopo l’orribile spettacolo dello Zoo di Copenaghen, che ha causato indignazione in tutto il mondo, scopriamo che la storia potrebbe ripetersi.

Un secondo zoo del Paese ha rivelato, infatti, che prevede di abbattere una nuova giraffa, sempre di sesso maschile e del tutto sana, anch’essa chiamata, ironia della sorte, Marius. È il Jyllands Park Zoo, che si trova nella parte occidentale della Danimarca. Sarebbe pronto all’eutanasia per un altro Marius, questa volta per il timore che possa diventare un rivale per un altro esemplare maschio, Elmer.

Lo zoo, infatti, ha in programma di portare avanti un programma di riproduzione con la femmina della struttura. Marius, quindi, è un maschio “di troppo”, un intralcio, un ostacolo, alla finalizzazione del progetto. La soluzione più facile, chiaro, è quella di abbatterlo, perché spostarlo e trovargli una nuova casa costerebbe troppo.

“Non possiamo avere due maschi e una femmina. Ci sarebbero combattimenti. Se ci viene detto che dobbiamo praticare l‘eutanasia a Marius dovremo farlo. Il nostro Marius prende il nome dal vecchio veterinario del parco. Pensiamo anche che sia piuttosto divertente che improvvisamente si scopra che ci siano due giraffe in Danimarca chiamate Marius”, spiega, con un’ironia del tutto inadeguata, Janni Poulsen, del Jyllands Park Zoo.

Che colpa ha il Marius dello zoo di Jyllands? Quella di essere considerato inadatto per la riproduzione a causa dei suoi geni. La decisione non è stata ancora presa, così come è incerto se, eventualmente, ci sarà una nuova orrifica dissezione pubblica. Le dichiarazioni di Poulsen, però, non lasciano ben sperare: ha detto che i giardini zoologici in Danimarca hanno ucciso gli animali in eccesso per anni e che non smetteranno di farlo solo per l’ondata di proteste contro lo Zoo di Copenaghen.

In effetti, non è un segreto che negli zoo gli animali vengano uccisi quando non c’è più spazio a sufficienza o se non rappresentano un patrimonio genetico abbastanza interessante. Ma è una novità l’indignazione popolare mondiale, montata anche grazie all’uso dei social network. Ora lo sanno davvero tutti che gli zoo continuano a dimostrare di lavorare solo per business e senza alcuna etica, come invece vogliono far credere. Impossibile e immorale far finta di nulla.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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