Globicefali, spiaggiamento di massa in Nuova Zelanda. Corsa contro il tempo, salvati 28 esemplari ma decine già morti

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È corsa contro il tempo a Farewell Spit, in Nuova Zelanda, per salvare decine di globicefali che si sono spiaggiati in questi giorni. Purtroppo, almeno 15 esemplari sono già morti. Ma grazie allo sforzo instancabile di diversi volontari, 28 globicefali sono stati soccorsi e riportati nelle acque dell’oceano.  

Lo scorso lunedì circa 50 cetacei si sono arenati a Farewell Spit, sottile tratto sabbioso dell’Isola del Sud. E vedendo quell’angosciante scenario, più di 100 soccorritori sono subito giunti sul posto per tentare di salvarli. Alle operazioni di salvataggio hanno partecipato gli operatori del Dipartimento di conservazione della Nuova Zelanda, i volontari del Progetto Jonah, ma anche numerosi cittadini che hanno voluto fare la loro parte.

Quando la marea si è alzata, i volontari hanno formato una catena umana per spingere insieme i globicefali verso l’oceano. Ma il giorno successivo decine di esemplari sono tornati a riva e si sono spiaggiati nuovamente. Per la seconda volta, quindi, il gruppo di volontari si è adoperato per riportare i 28 cetacei sopravvissuti in acque più profonde.

L’ennesimo spiaggiamento di globicefali a Farewell Spit

Non è la prima volta che si verificano spiaggiamenti di globicefali, noti anche come balene pilota, in quest’area della Nuova Zelanda. Negli ultimi 15 anni eventi di questo tipo si sono verificati almeno una decina di volte. Il più recente risale al 2017. Quell’anno si sono arenati ben 700 mammiferi marini e purtroppo 250 non ce l’hanno fatta a sopravvivere.

I motivi che portano i globicefali a spiaggiarsi in questa zona non sono ancora del tutto chiari per gli scienziati. Una teoria abbastanza accreditata è legata alla conformazione geografica a forma di uncino di Farewell Spit, dove il fondale marino è poco profondo. Ciò potrebbe interferire col senso di orientamento dei globicefali.

Fonte: BBC/Department of Conservation

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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