©Shutterstock/Nicolai Dybdal

Il video degli artisti italiani per i visoni: lo scandalo del Covid ci insegna che bisogna chiudere gli allevamenti per sempre

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Anche i personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura fanno sentire la loro voce contro la strage dei visoni attraverso il toccante video “Nato per essere ucciso”, realizzato per l’associazione animalista Peta

In Italia ogni anno migliaia di visoni vengono uccisi per realizzare pellicce. Sono loro le vere fashion victim di un settore che, purtroppo, ancora guarda soltanto ai profitti ignorando totalmente i diritti degli animali. Soltanto a seguito dello scoppio della pandemia di Covid-19 gli allevamenti di visoni sono stati chiusi temporaneamente per i rischi connessi alla salute pubblica e migliaia di esemplari sono stati abbattuti, ma cosa accadrà quando il Coronavirus ci darà tregua? Sono tanti a temere che gli allevamenti possano tornare operativi. Per dire basta alla strage di visoni  e altri “animali da pelliccia” sono scesi in campo anche diversi volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura, che hanno realizzato un video molto incisivo, dal titolo “Nato per essere ucciso”, per l’associazione animalista Peta (People for ethical treatment of animals).

E, in effetti, il titolo del filmato è molto calzante perché è proprio ciò che avviene ai visoni, che nascono e vengono allevati con un solo scopo: quello di essere uccisi per trasformarsi in capi d’abbigliamento di lusso. Alla campagna contro la strage dei visoni hanno aderito dodici personaggi del panorama artistico e culturale del nostro Paese: Red Canzian, Chiara Canzian, Rosita Celentano, Kris Reichert, Jo Squillo, Leonardo Caffo, Daniela Martani, Massimo Wertmüller, Claudia Zanella, Tullio Solenghi, Daniela Poggi e Claudio Colica.

Stop agli allevamenti di visoni per il bene degli animali e della nostra salute

“Nato per essere ucciso” è una denuncia, ma anche una appello per chiedere la chiusura definitiva degli allevamenti di visoni e altri animali sfruttati per le pellicce. L’obiettivo è quello di diffondere una maggiore sensibilità verso la tutela dei diritti degli animali e dei lavoratori che negli allevamenti rischiano di contrarre malattie come il Covid-19. 

“Sono nato per correre. Sono nato per nuotare. Sono nato per esplorare il mio habitat naturale – racconta un visone attraverso gli artisti –. Sono nato per fare le fusa come un gatto quando sono felice. Qui dentro, non so cosa sia la felicità. Uccidere me sta uccidendo anche te”.

È ormai evidente che chiudere per sempre gli allevamenti di visoni (e non solo) rappresenta la soluzione migliore sia sia per gli animali che per la salute umana. 

“Gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia minano la reputazione di questa nazione come polo della moda innovativo e all’avanguardia – evidenzia Patrizia Re, portavoce di Peta in Italia –. Oggigiorno gli stilisti, gli acquirenti e i rivenditori non vogliono avere più niente a che fare con il materiale proveniente da atti di crudeltà. La pelliccia appartiene solo agli animali a cui viene indebitamente strappata di dosso. Il governo è chiamato a prendere una decisione definitiva che tenga in considerazione la volontà dei cittadini italiani, abolendo senza ulteriore indugio questo settore arcaico”.

Fonte: PETA/YouTube

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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