Svelata la sofferenza dietro un bicchiere di latte: mucche infestate dai vermi, ferite e lasciate tra gli escrementi

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Ecco cosa si nasconde dietro un bicchiere di latte. Con una nuova investigazione, la Lav fa luce sulla sofferenza delle mucche. Le immagini durissime cozzano con la candida rappresentazione che il marketing fa di un prodotto come il latte, che cela storie di sfruttamento, crudeltà e condizioni di detenzione degli animali inaccettabili e raccapriccianti.

Il video, girato nei mesi scorsi nell’allevamento di Robecco d’Oglio, in provincia di Cremona, oggetto di due denunce da parte dell’associazione, nel 2019 e nel 2020, racconta la storia di una mucca, 7133 il suo numero identificativo.

“Dal video è evidente, 7133 è immobile, stesa a terra. Immersa nelle sue stesse deiezioni, ferita, senza cibo né acqua chissà da quanto – dichiara la LAV – immaginiamo che, come succede a tutte le mucche allevate per la produzione di latte, a pochi giorni dalla nascita sia stata separata da sua madre, cresciuta con cibi artificiali e resa gravida. E il suo vitellino portato via poco dopo la nascita. E tutto questo per molte volte, perché per produrre il latte le mucche vengono ingravidate in continuazione, fino a quando, stremate e incapaci di reggersi sulle zampe, vengono condotte al macello”.

mucca lav

@lav

Questa mucca oggi non c’è più, ma con i suoi legali, la Lav è riuscita a far sequestrare l’allevamento. Lo scorso anno, l’associazione aveva denunciato l’allevamento di mucche “da latte” di Robecco d’Oglio  e diffuso le immagini dell’inferno in cui versavano circa 400 bovini: animali in agonia e lasciati morire, fosse comuni, condizioni igienico-sanitarie raccapriccianti con individui malati, tra escrementi, infestati da vermi, e cisterne di raccolta del latte invase da blatte. Ne è conseguito un blitz dei Carabinieri Forestali di Brescia e di Cremona, il sequestro probatorio per 21 mucche, e il fermo sanitario per i restanti circa 400 animali affidati al Sindaco di Robecco d’Oglio. Tra le ipotesi di reato, il maltrattamento (544 ter C.p.) e l’abbandono di animali (727 C.p.). Nel mese di luglio 2020 l’associazione ha inoltre diffuso nuove immagini che confermavano l’esistenza di identiche condizioni di trattamento degli animali e igienico sanitarie.

mucca lav

@lav

“Da allora è passato altro tempo ma questa struttura è ancora aperta, e nonostante le nostre sollecitazioni, non vengono adottati i necessari provvedimenti di chiusura della struttura – dichiara Roberto Bennati, Direttore Generale Lav, che aggiunge – continueremo a batterci legalmente e pubblicamente, per arrivare alla chiusura di questo allevamento, ristabilire il principio di legalità, restituire dignità a questi animali”.

Secondo l’associazione: ‘il dolore di 7133 è lo stesso delle migliaia di mucche sfruttate ogni giorno per la produzione di latte. Il suo sguardo chiede giustizia per tutte loro. Questo è il nostro impegno ed è quello che otterremo’.

Fonte: Lav

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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