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Gli orsi d’acqua usano i loro piccoli artigli come rampini e camminano in modo simile agli insetti

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Un divertente video diffuso dai ricercatori della Rockefeller University mostra come i tardigradi siano in grado di ‘camminare’ sotto la superficie dell’acqua come gli insetti

I tardigradi (detti anche orsi d’acqua) sono fra gli animali più resistenti al mondo. Si tratta di minuscoli invertebrati, grandi appena pochi millimetri, oggetto di numerosi studi per via della loro capacità di sopravvivenza negli ambienti più estremi, agli urti, all’ibernazione, al vuoto d’aria, alle altissime temperature all’interno dei vulcani, alle catastrofi naturali (con esiti spesso tutt’altro che positivi per i malcapitati animali degli esperimenti, come è il caso di questo studio).

Ora un team di ricercatori, guidato dalla biologa Jasmine Nirody, ne ha studiato il movimento all’interno dell’acqua, realizzando dei video in cui gli animali mostrano una coordinazione delle zampette prive di ossa finora non immaginata: addirittura, utilizzerebbero i loro piccoli artigli come uncini per ancorarsi al suolo sotto di loro e procedere quindi in avanti. Un po’ come se camminassero, come normali insetti – cosa del tutto inaspettata in animali tanto piccoli e non dotati di uno scheletro.

(Leggi anche: Orsi d’acqua, le uniche creature in grado di sopravvivere a (quasi) tutte le catastrofi)

Per studiarli, i ricercatori della Rockefeller University hanno posto alcuni esemplari di questo minuscolo animale in una soluzione gelatinosa che non ne inibisse tuttavia la capacità di movimento, e hanno posizionato una telecamera che li riprendesse. I video, diffusi su Twitter dalla stessa università, mostrano come questi piccoli animali ‘camminino’ in modo simile agli insetti.

I tardigradi, pur vivendo completamente sott’acqua, non sono in grado di nuotare e sembrano invece animali terrestri (in grado di muoversi sulle proprie zampette): anche se immersi in un liquido, si muovono sul terreno ancorandosi con i loro artigli per facilitare lo spostamento. Ecco perché non riescono a muoversi su superfici lisce come il vetro (come hanno già messo in luce precedenti esperimenti) – non hanno nulla a cui aggrapparsi per compiere i loro ‘passi’.

Il fatto che il modo di muoversi dei tardigradi rassomigli quello degli insetti o di altri artropodi (animali invertebrati in grado di spostarsi sulle proprie zampe) può significare due cose: o che l’evoluzione dei tardigradi sia in qualche modo collegata a quella degli artropodi oppure che, malgrado i due gruppi di animali non siano fra loro connessi evolutivamente, hanno entrambi sviluppato simili strategie di movimento (seppur in condizioni diverse).

In ogni caso, questo metodo di camminamento si rivela molto efficace per anatomie e misure differenti: gli scienziati potrebbero far tesoro della scoperta fatta sui tardigradi per lo sviluppo di tecnologie relative al movimento artificiale di robot di piccola scala,

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Fonte: Rockefeller University

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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