Mattanza delle foche: da oggi riapre la caccia in Canada

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La caccia alle foche è un uso responsabile di una risorsa sostenibile”. Con queste agghiaccianti parole, Gail Shea, Ministro federale della Pesca canadese, ha dato il via alla nuova stagione della mattanza dei cuccioli e delle mamme di foca canadesi. Si parte dalla zona di Hay Island per poi estendersi e continuare nel Golfo di San Lorenzo, per proseguire nel Newfoundland.

Un’attività crudele e anacronistica, che viola i diritti basilari degli animali e sottopone le foche ad un terribile strazio: una “tradizione” che prevede il massacro delle foche a colpi di piccone.
Per combattere tutto questo, da anni, gli animalisti canadesi hanno girato decine di video, che mostrano i pescatori in azione durante la mattanza che colora il mare di rosso sangue.

E se la popolazione civile è contraria (almeno per la gran parte) a questo tipo di attività, il ministro Shea difende questa tradizione per proteggere le circa 6.000 famiglie coinvolte – in modo diretto o indiretto – in questo business, che garantisce posti di lavoro e stabilità economica.

Ma la Shea non si è limitata a giustificare la mattanza: si è rivolta direttamente al WTO (World Trade Organization, ovvero l’organizzazione mondiale del commercio) per contrastare la (saggia) decisione dell’Unione Europea di interrompere l’importazione dei derivati di foca (mentre, come avevamo già visto restano aperti gli sbocchi sul mercato cinese).

Il ministro federale della Pesca canadese è stata più volte oggetto di critiche e in uno dei suoi ultimi interventi ha ricevuto addirittura una torta in faccia (rigorosamente un dolce vegan) da alcuni dimostranti animalisti. Evidentemente non è bastato, ma la battaglia è ancora aperta: gli animalisti canadesi filmeranno ancora una volta la mattanza e mostreranno gli agghiaccianti documenti sulle foche proprio in occasione degli appuntamenti organizzati dalle autorità.

Verdiana Amorosi

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