Le immagini strazianti che mostrano i globicefali stringersi insieme per salvarsi dal massacro nella Baia di Taiji

Si stringono l’uno con l’altro come se avessero percepito ciò che sta per succedere. Un video straziante quello mostrato da Dolphin Project in cui i globicefali conosciuti anche come balene pilota, nuotano in un recinto artificiale: la matriarca gira intorno a loro e si strofina contro i membri della sua famiglia.

Il filmato è stato girato il 10 settembre in una baia vicino a Taiji, in Giappone e racconta ciò che ormai conosciamo bene, un massacro senza senso che ogni anno, interessa delfini e globicefali che vengono cacciati o per essere rinchiusi in zoo e parchi acquatici o, nel caso dei delfini, per finire nei supermercati.

Come sappiamo, dal primo settembre è ricominciata la caccia annuale che ha come bersagli principali i delfini, ma che non disdegna neanche i globicefali che vengono massacrati nella cosiddetta Baia della morte.
Delfini e globicefali vengono prima catturati, poi tenuti in un recinto artificiale e alla fine macellati in loco per la loro carne, altri invece vengono allontanati dal loro habitat naturale per diventare automi nei parchi acquatici e zoo, costretti a giocare con palline sotto i flash e le urla dei visitatori.

Immagini strazianti dei globicefali che cercano una via di fuga:

La caccia dura sei mesi in tutto, in questo arco temporale possono essere uccisi fino a 1700 esemplari. Le immagini sono sempre più strazianti, con la Baia che si colora del sangue di questi poveri animali, ma questa volta Dolphin Project che da anni si batte per la fine di questo scempio, è riuscita a catturare un momento ancora più triste, quello in cui i globicefali realizzano di non poter più scappare, di essere diventati dei prigionieri.

In questi anni, sono state tante le denunce, ma ad oggi purtroppo la situazione rimane immutata. Nel 2009, il film-documentario del 2009 “The Cove”, vincitore di un Oscar, aveva portato Taiji, all’attenzione mondiale, dopo aver mostrato la crudeltà con cui vengono uccisi decine di delfini e altri cetacei.

Il film documentario The Cove:

 

Guarda il video dei globicefali pieni di paura:

Attivisti da tutto il mondo si uniscono ogni anno ai Cove Guardians di Sea Shepherd e al gruppo di Ric O’Barry’s Dolphin Project per testimoniare e diffondere le crudeli immagini della caccia e della cattura di delfini o piccole balene destinati al lucroso mercato dei delfinari. Ma non solo, nel 2006 vi avevamo parlato di Imogen, la più giovane dei volontari del Dolphin Project, che aveva prima scritto una lettera e poi incontrato il sindaco di Taiji per chiedergli di fermare questa mattanza.

Neanche a dirlo, all’epoca Kazutaka Sangen aveva risposto:

“Non è nella mia facoltà la possibilità di fermare la caccia perché il governo giapponese ha dato i permessi, quindi i pescatori non stanno infrangendo la legge. Questo è il loro lavoro e un mezzo per guadagnarsi da vivere. Tutto quello che posso fare è fare in modo che essi non infrangano la legge uccidendo o catturando delfini in via d’estinzione o che sono a rischio di sopravvivenza. Solo allora potrò punire chi non rispetta le regole”.

Oggi continua su questa scia, dicendo:

“Attivisti stranieri ci chiedono perché uccidiamo questi simpatici animali, ma li vediamo ancora oggi come una fonte vitale di cibo. Guardati intorno, se non vivessimo di quello che ci offre il mare, non rimarrebbe nulla. Le persone continuano a dirci di smettere di cacciare alle balene e di trovare un altro modo di guadagnarsi da vivere. Ma cosa diamine faremmo invece?”.

I dati però dicono il contrario, ovvero che ormai pochissimi giapponesi mangiano o vogliono mangiare delfini. I pescatori vendono delfini vivi ai parchi acquatici che chiedono delfini giovani, sani e femmine. Li raduno nella baia e li selezionano, il resto viene ucciso in modo tale che i delfini e altri cetacei non imparino a evitare l’area di di Taiji.
E come permettere tutto ciò, quando un delfino vivo può valere anche 8mila dollari?

Cosa possiamo fare noi

Sul del Dolphin Project ci sono alcuni suggerimenti su come contribuire, nel nostro piccolo, al cambiamento.

1) Non comprare più biglietti per gli spettacoli dei delfini

2) Firmare la petizione per fermare la violenza sui delfini

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Dominella Trunfio

 

Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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