Il mega allevamento intensivo di polli nelle Marche non si farà, la Regione lo blocca

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Dalle Marche arriva una notizia confortante: è saltato il progetto dell’allevamento intensivo Fileni, in cui sarebbero stati allevati oltre 2 milioni di polli l’anno. I cittadini di San Lorenzo in Campo, nella provincia di Pesaro e Urbino, hanno vinto la loro battaglia iniziata nel 2019, quando da un giorno all’altro avevano scoperto che dietro le loro case sarebbe sorto un enorme stabilimento avicolo, in un’area che conta già una decina di allevamenti. 

Ma, fortunatamente, la scorsa settimana è arrivato il no definitivo al progetto da parte della Regione Marche. A darne l’annuncio il sindaco di San Lorenzo in Campo, Davide Dellonti, che scrive su Facebook:

“Si conclude quindi una vicenda nella maniera che abbiamo sempre detto. Per noi la vicenda era già conclusa il 13 dicembre 2019, quando a mezzo stampa l’Amministrazione Comunale ha detto chiaramente che avrebbe negato la variante urbanistica, ma i tempi procedurali amministrativi della complessa procedura, hanno procrastinato la “parola fine” sino ad oggi. Nel decreto finale della Regione Marche, vengono anche sottolineati altri 3 aspetti, a cui tutti, amministrazioni comunali e cittadini, hanno fatto riferimento per motivare e legittimare la propria decisione ed i propri atti: emissioni odorigene, approvvigionamento idrico e soprattutto analisi costi-benefici, che ha fatto sì che la decisione politico-amministrativa del Consiglio Comunale in merito alla Variante Urbanistica al P.R.G. fosse negativa.”

L’allevamento Fileni, terzo produttore avicolo d’Italia, non verrà realizzato, almeno non nel comune di San Lorenzo in Campo. Una decisione che fa ben sperare tutti coloro che si battono da tempo contro gli allevamenti intensivi, che non ledono soltanto i diritti degli animali, costretti a sopravvivere in minuscoli spazi e in condizioni terrificanti, ma rappresentano un serio rischio per l’ambiente e la salute umana.

La notizia dello stop al progetto dell’allevamento è stata accolta con grande entusiasmo dal Comitato Ambiente Vivo Valcesano, che si era opposto con forza alla realizzazione della struttura da 2 milioni di polli l’anno.

“Questa battaglia andava fatta e vinta perché gli allevamenti danneggiano le persone, le case e le attività economiche vicine e l’ambiente” – scrivono gli attivisti in una nota su Facebook – Se non riuscite ad essere vegetariani diminuite al minimo il vostro consumo di carne. Comunque almeno rifiutate la carne degli allevamenti intensivi, nei quali la sofferenza animale viene portata all’estremo e per colpa dei quali anche le persone si ritrovano con disagi assolutamente insopportabili. Informatevi su cosa vi propongono veramente i grandi gruppi alimentari quando vi offrono prodotti “bio”. Queste aziende sfruttano un concetto sano per nascondere le loro attività principali. Ma vi potete fidare di spot pubblicitari che vi fanno vedere un mondo paradisiaco dove le galline sono quasi contente di farsi ammazzare? Non cascate nel tranello, è fin troppo evidente il trucco, perché possiate farvi ingannare.”

Fonte: Facebook

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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