Le zebre sono bianche a strisce nere o nere a strisce bianche?

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L’eterno dubbio sembra aver trovato una soluzione, anche se non è ancora chiaro il motivo di questa bizzarra colorazione del manto

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si sarà posto questo interrogativo: le zebre sono bianche o nere? La caratteristica colorazione a strisce bianche e nere delle zebre è unica per ogni individuo – non esiste una zebra uguale all’altra. Attualmente esistono tre specie di zebre: la zebra comune (Equus quagga), la zebra di montagna (Equus zebra) e la zebra imperiale (Equus grevyi) – ognuna di queste caratterizzata da un preciso “schema” di strisce sul mantello. Alcune hanno porzioni più ampie di nero rispetto al bianco, altre presentano striature scure che tendono al marrone, altre ancora hanno le strisce solo sul corpo e non anche sulle zampe. Un’altra sub-specie chiamata Equus quagga quagga, ora estinta, aveva pochissime strisce, localizzate sulla testa e sul collo.

Malgrado queste colorazioni differenti, tutte le zebre hanno lo stesso colore della pelle: nero. Tuttavia, questo non risponde all’interrogativo principale, ovvero se il loro manto sia nero con strisce bianche o viceversa. Per provare a trovare una soluzione, bisogna guardare ai melanociti della zebra, ovvero le cellule che producono i pigmenti colorati del manto. Infatti, anche se le zebre hanno tutte la pelle nera, diversi processi evolutivi hanno determinato variazioni nel colore dei loro manti – proprio come fra gli esseri umani si manifestano diverse combinazioni di colore della pelle e dei capelli o degli occhi. In generale, le zebre hanno un maggior numero di peli bianchi rispetto ai neri (si pensi che la parte della pancia è completamente bianca e senza strisce). Quindi è corretto affermare che questi animali siano bianchi a strisce nere? Non esattamente.

Secondo uno studio di qualche anno fa, infatti, ogni pelo – sia esso bianco o nero – cresce da un follicolo pieno di cellule melanociti, produttrici di un pigmento (la melanina) che determina il colore sia della pelle che del pelo: maggiori quantità di melanina corrispondono ad un pelo di colore più scuro (marrone o nero), mentre meno melanina darà vita a un pelo chiaro (biondo o bianco). Il manto scuro delle zebre è ricco di melanina, che risulta invece assente nel manto chiaro: in pratica, i follicoli da cui partono i peli bianchi hanno “spento” i melanociti, che non producono più il pigmento colorante. In altre parole, per le zebre, tutti i peli sono originariamente neri, ma l’inibizione dei melanociti fa uscire alcuni di questi completamente privi di colorazione.

Ora che abbiamo trovato una risposta all’eterno dilemma, resta da capire perché le zebre abbiano un manto a strisce: nel corso della storia della ricerca scientifica, i ricercatori hanno proposto almeno 18 teorie diverse che possano spiegare il motivo di questo bizzarro manto – dalla capacità di mimetizzarsi, alla possibilità di proteggersi contro i predatori, ad una sorta di tratto distintivo unico per ogni individuo (come le impronte digitali per gli umani). Studi recenti hanno dato corpo alle più popolari – ovvero protezione dalle punture degli insetti e termoregolazione.

Secondo un team di ricercatori inglesi, infatti, le strisce sui manti degli animali sono più frequenti in ecosistemi popolati da zanzare ed altri insetti che pungono, a voler significare che questo sia un sistema di difesa contro l’attacco di questi animali. Altri biologi, invece, sostengono l’uso delle strisce per regolare la temperatura corporea: le strisce nere assorbirebbero il calore necessario a riscaldare gli animali nelle ore più fredde della giornata, mentre quelle bianche rifletterebbero la luce nei momenti più caldi.

Insomma, molte ricerche sono ancora necessarie per comprendere il reale motivo di questo interessante fenomeno della natura – ma almeno siamo riusciti a capire di che colore siano effettivamente le zebre.

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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