L’orrore dietro ai pennelli usati nell’arte: manguste picchiate a morte per la pelliccia

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Per ogni chilogrammo di peli utilizzati per la fabbricazione dei pennelli, vengono uccise 50 manguste. Numeri da capogiro che causano regolarmente una sorta di sterminio di questi animali. Per questo, l’ufficio di controllo del crimine sulla fauna selvatica del governo indiano (WCCB), un organo statutario del ministero dell’Ambiente, delle foreste e dei cambiamenti climatici (MoEFandCC) sta portando avanti l’“Operation Clean Art” con lo scopo di porre fine al commercio di pennelli realizzati con la pelliccia delle manguste.

Iniziata due mesi fa, l’operazione ha già portato al sequestro di 54.352 pennelli, ma è da anni che il WCCB combatte il traffico illegale di manguste. Il loro pelo considerato resistente finisce per diventare un pennello per artisti di tutto il mondo

Il 24 ottobre scorso circa 200 funzionari si sono radunati a Sherkot nel distretto di Bijnor nell’Uttar Pradesh per controllare le fabbriche di pennelli. A fine della giornata sono stati sequestrati circa 26.000 spazzole e oltre 100 kg di peli di mangusta grezzi e 26 persone sono state arrestate per commercio illegale.

“Stiamo facendo del nostro meglio per interrompere la rete di fornitura e produzione, – ha dichiarato HV Girisha, vicedirettore regionale WCCB – ma sfortunatamente la consapevolezza di questo crimine è bassa e fino a quando c’è una domanda, ci saranno persone che uccideranno la mangusta per i suoi capelli”.

Dietro si nasconde la Criminalità organizzata

Secondo Girisha, una mangusta adulta produce oltre 30-40 grammi di peli lunghi, da cui vengono recuperati solo 20-25 g. Questi animali sono vittime di un vero e proprio business perché molto spesso vengono cacciati dalle stesse comunità.

“L’arte dovrebbe essere qualcosa di unico ed evocare il meglio tra le persone. Perché dovrebbe esserci crudeltà e criminalità nel processo di creazione dell’arte? L’arte dovrebbe essere pulita e gli artisti dovrebbero impegnarsi a non usare spazzole di pelo di mangusta”, ha dichiarato Jose Louies, vicedirettore e divisione controllo del crimine capo della fauna selvatica, Wildlife Trust of India, anch’essa coinvolta nell’operazione Clean Art.

manguste pennelli

Catturate e picchiate a morte

La mangusta è elencata nell’Allegato II Parte 2 della Wildlife Protection Act e qualsiasi contrabbando è un reato. La vendita e l’acquisto delle manguste, dei loro peli e della carne sono proibiti per legge in India dal 1972, ma il traffico illegale continua ad essere fiorente.

Questi piccoli mammiferi carnivori che sono diffusi nell’Africa subsahariana e nel Sud-est asiatico, vengono catturati nelle reti, e picchiati a morte prima di essere scuoiati sul momento.
I pennelli vengono venduti soprattutto in Europa, Medio Oriente e negli Stati Uniti e dichiarati come composti di pelo di donnola e di tasso, il cui commercio è purtroppo legale. Per contrastare il massacro di questi animali, molte marche di pennelli stanno producendo setole sintetiche simili a quelle di manguste, ma i numeri per adesso non fanno ben sperare.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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