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Maiali uccisi a martellate, il video shock in un allevamento “regolare” per Lidl e altri grandi supermercati

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Continuano gli scandali nel mondo degli allevamenti intensivi. Le immagini rilasciate dall’organizzazione Animal Equality, che ha condotto un’inchiesta a livello internazionale in collaborazione con il quotidiano britannico The Times, fanno accapponare la pelle. Il filmato, da un investigatore sotto copertura in un allevamento inglese di suini, mostra l’uccisione di maiali a martellate e una serie di terrificanti torture inflitte anche a scrofe e maialini. I poveri maiali in questione, poi macellati in uno stabilimento britannico, sono destinati a note catene di supermercati tra cui Lidl, Tesco e Marks & Spencer.

Grazie alla pubblicazione dell’inchiesta, il proprietario dell’allevamento è stato allontanato dall’azienda e sono scattate le indagini per fare luce sul caso. Purtroppo, però, non si tratta di un caso isolato ma di una vicenda che dimostra che in gran parte degli allevamenti intensivi la crudeltà e le torture rappresentano la prassi, anche in Italia. 

Maiali uccisi a martellate e sottoposti a terribili torture 

L’allevamento oggetto dell’inchiesta portata avanti da Animal Equality è di proprietà di un rappresentate di allevatori britannici, Philip Sleigh, nominato dal governo scozzese e da sempre molto critico nei confronti delle norme per l’impatto ambientale e il benessere animale. Nel suo stabilimento gli animali vengono trattati senza alcuna pietà, come rivelato dal filmato girato dall’attivista sotto copertura. 

maialino torture

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Le immagini mostrano scene agghiaccianti: maiali agonizzanti e uccisi a martellate, suinetti sbattuti sul pavimento di cemento (al fine di uccidere quelli considerati troppo deboli o piccoli); scrofe con vulve lacerate e prolassi gravi, dopo mesi o anni di fecondazione forzata; piccoli suini con code tagliate e denti rimossi senza anestesia; scrofe rinchiuse in gabbie anguste e sporche; maiali con convulsioni causate da meningite e costretti a sopravvivere inondati di feci e acqua stagnante. 

ATTENZIONE! IMMAGINI FORTI

“Animal Equality ha potuto documentare ancora una volta l’ennesimo allevamento che viola la legge, in modo crudele e lasciando dietro di sé una scia di sofferenza.” – spiega l’organizzazione che si occupa della tutela degli animali da allevamento – “Questi animali vengono usati e maltrattati fino a quando semplicemente non ce la fanno più. Il video lo dimostra chiaramente: operatori che li uccidono brutalmente, coda tagliata e denti strappati senza anestesia, gabbie crudeli e ferite e prolessi lasciati marcire finché non sono sull’orlo della morte. Questo è il volto degli allevamenti intensivi di maiali. È inaccettabile che questa industria continui a ricevere contributi pubblici nel Regno Unito e in Europa, è una vergogna ed è un inganno nei confronti dei contribuenti e di tutti i cittadini”.

torture maiali

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Ripetute violazioni nell’allevamento britannico

L’allevamento britannico su cui adesso le forze dell’ordine stanno indagando aveva già destato diversi sospetti anche in passato. Infatti, Animal Equality aveva più volte dimostrato una serie di violazioni legali negli stabilimenti di Philip Sleigh. 

“Il proprietario Philip Sleigh – che vanta 30 anni di esperienza nel settore – è l’ex presidente dell’associazione di categoria degli allevatori di maiali scozzesi” – chiarisce Animal Equality – Spesso portavoce dei produttori, Philip Sleigh si era lamentato più volte delle normative ambientali e di benessere animale esistenti e di quelle proposte dalle organizzazioni non governative, citando gli apparenti svantaggi competitivi e le implicazioni finanziarie. In un rapporto al Parlamento Sleigh si è lamentato anche dell’abbandono delle gabbie da gestazione per le scrofe – gabbie altamente restrittive e controverse, sviluppate dall’industria per mantenere bassi i costi restringendo in modo estremo lo spazio per gli animali.”

Ma dopo la pubblicazione dell’inchiesta sul quotidiano The Times, il suo allevamento è stato rimosso dal programma di garanzia Quality Meat Scotland (QMS) e, dopo sette anni in servizio, Philip Sleigh è stato subito allontanato dal consiglio di amministrazione.

I maiali allevati nell’allevamento di Philip Sleigh vengono destinati al macello di proprietà di Pilgrim’s Pride, che beneficia di sovvenzioni governative e macella fino a 400.000 maiali destinati al mercato britannico e internazionale. Pilgrim’s Pride è una delle più grandi aziende alimentari al mondo ed è controllata a maggioranza dalla JBS, la più grande azienda di carne a livello mondiale, che è finita al centro di numerosi scandali recenti e rientra tra i giganti della carne responsabili della deforestazione in Amazzonia

Fonte: Animal Equality 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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