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Gli stati europei potranno prevedere lo stordimento obbligatorio degli animali, anche per la macellazione religiosa

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Già dal 2019 in Belgio è vietato macellare gli animali senza prima stordirli, anche nel caso in cui la macellazione avvenga secondo i metodi prescritti dai riti religiosi ebraici e islamici. E adesso, finalmente, anche gli altri stati europei potranno prevedere lo stordimento obbligatorio degli animali prima della macellazione, risparmiando loro ulteriori terribili sofferenze.

A stabilirlo è stata la Corte di giustizia dell’Unione europea che ha rigettato il ricorso contro la legge approvata lo scorso anno dalle Fiandre del Belgio che proibisce le pratiche religiose halal e kosher. Queste ultime, infatti, richiedono che gli animali siano coscienti quando viene tagliata loro la gola. Il principio della tutela degli animali, quindi, potrà essere anteposto ai precetti religiosi.

Come chiarito all’interno della rivoluzionaria sentenza, “nella macellazione ebraica e musulmana si può legittimamente introdurre stordimenti reversibili obbligatori, nel quadro del Regolamento del Consiglio 1099/2009, allo scopo di migliorare il benessere degli animali durante le operazioni di uccisione effettuate nel contesto di riti religiosi.”

Secondo i giudici, infatti, le misure contenute nella legge delle Fiandre consentono di “trovare un giusto equilibrio tra l’importanza attribuita al benessere degli animali e la libertà dei credenti ebrei e musulmani di manifestare la loro religione”.

La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea è stata accolta con grande soddisfazione dalle associazioni animaliste e in particolare dall’Eurogroup for Animals, di cui LAV (Lega Anti Vivisezione) è membro in Italia.

“Questa sentenza conferma una posizione della società che mira a evitare per quanto possibile ulteriori sofferenze agli animali anche durante la macellazione. Il risultato sottolinea inoltre che si può coniugare la libertà religiosa ed evitare sofferenze agli animali. – commenta il Presidente della LAV Gianluca Felicetti – Lo stordimento reversibile consente di bilanciare con successo i valori apparentemente concorrenti della libertà religiosa, espressi nella macellazione rituale, e la preoccupazione per il benessere degli animali ai sensi dell’attuale diritto comunitario. L’accettazione dello stordimento pre-macellazione da parte delle comunità religiose, auspicando anche per loro scelte alimentari nonviolente, senza prodotti animali, è in aumento sia nei paesi dell’UE che in altri Paesi.”

Ma la sentenza è soltanto un piccolo passo verso un traguardo che appare ancora lontano per tantissimi Paesi europei, tra cui l’Italia.

“Ora è il momento per l’UE di rendere lo stordimento pre-macellazione sempre obbligatorio e nella prossima revisione del regolamento sulla macellazione chiediamo che il Governo italiano adotti anche nel nostro Paese una legislazione che preveda l’obbligo di stordimento preventivo per gli animali macellati secondo le procedure con riti religiosi, in linea con quanto fatto dal Governo fiammingo e dal volere dell’opinione pubblica” esorta Gianluca Felicetti.

A pretendere una maggiore tutela degli animali negli allevamenti non sono soltanto le associazioni animaliste, ma la stragrande maggioranza dei cittadini europei. Un recente sondaggio realizzato da Eurogroup for Animals con il sostegno di Animal Equality, infatti, ha dimostrato che 9 europei su 10 sono contrari alla macellazione senza stordimento.

Fonte: Corte di giustizia dell’Unione europea/LAV

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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