Lotta tra cammelli: la tradizione turca ancora legale

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Mai sentito parlare di lotta tra cammelli? Si tratta di uno “sport” tradizionale molto popolare – e legale- lungo la costa occidentale della Turchia, dove gli esemplari maschi provenienti dai villaggi locali, vestiti e addobbati a festa, vengono costretti ad affrontarsi in uno stadio polveroso, per il puro divertimento degli uomini.

Le sue origini risalgono alle antiche tribù turche, oltre 2.400 anni fa, quando probabilmente la lotta era una forma di rivalità tra le carovane nomadi del Medio Oriente. È anche per questo che i giorni che precedono “la grande lotta” vengono vissuti con eccitazione dal popolo. I cammelli vengono prima preparati con tappeti decorativi, selle intagliate e campane, poi fatti sfilare lungo le strade, accompagnati da musica e danza. Anche i proprietari si vestono a festa, con scarpe, pantaloni e sciarpe tradizionali.

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Arrivato il giorno del vero scontro, il problema più grande è quello di convincere gli animali a combattere tra di loro. I cammelli, infatti, non sono fatti per combattere e il loro temperamento mite difficilmente li porta a essere aggressivi. Ecco perché le lotte si svolgono durante la stagione riproduttiva, quando i maschi sono desiderosi di conquistare l’ammirazione delle femmine. Per incoraggiarli, infatti, una femmina seducente viene fatta sfilare davanti ai loro occhi e poi portata via. Un altro metodo di “convicimento” consiste nel nutrire poco gli animali per circa tre mesi prima dell’incontro.

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Una volta vista la femmina, la battaglia ha inizio. Con la schiuma che pense dal naso e dalla bocca, i cammelli cercheranno di dominare il rivale, sedendosi su di lui. Ovviamente in questi attacchi possono restare feriti gravemente, con profonde lacerazioni causate dai morsi e ossa rotte dal peso del rivale. Ma per molti tutto questo non è affatto cruento. E prima di puntare il dito contro i turchi, sarebbe meglio ricordare che anche in Italia per molto tempo è stato così, almeno fino all’approvazione della legge “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate“. Inoltre, anche noi, nelle giostre equestri e nelle fiere paesane, ancora utilizziamo animali per tradizione e per divertimento.

Roberta Ragni

Photo credit: Peter Yenney

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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