L’orso M49 avvistato da una fototrappola. E la Consulta dichiara legittime le leggi di Trento e Bolzano

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Continua la sua fuga, ma una fototrappola lo avrebbe immortalato nelle prime ore di questa mattina sul monte Marzola. L’orso M49, 3 anni e mezzo e tanta voglia di libertà, era stato catturato da poche ore dal personale del Corpo Forestale Trentino e portato nell’area faunistica del Casteller, a Trento sud. Da qui, in poco tempo, M49 è comunque riuscito a fuggire scavalcando le numerose recinzioni, anche elettrificate, e addentrandosi nel bosco.

Ora su di lui pende l’ordine di essere sparato a vista, suffragato, ahinoi, dalla decisione della Corte costituzionale di dichiarare legittime le leggi di Trento e Bolzano sulla cattura ed eventuale uccisione di orsi e lupi.

Una disposizione che arriva dopo l’esame in camera di consiglio dei due ricorsi del Presidente del Consiglio verso le due Province autonome.

Cosa è accaduto

L’orso M49, “dal comportamento problematico” – come si legge in una nota della Provincia di Trento, nelle scorse settimane avrebbe danneggiato numerosi allevamenti e alpeggi nell’area del Brenta. È stato così catturato sui monti della val di San Valentino, adottando “i migliori protocolli disponibili per limitare i rischi per l’animale durante le fasi di cattura” e trasportato all’area faunistica del Casteller, all’interno della quale è stato rilasciato, senza sedarlo e senza radio collare.

M49 è però riuscito a fuggire quasi subito, superando le recinzioni elettriche di contenimento (14 fili in totale) e uscendo dal recinto.

“Ha superato inoltre due ulteriori recinzioni elettriche interne che lo dividevano dall’orsa DJ3, altro esemplare da tempo custodito nell’area faunistica. Per dare un’idea della sicurezza complessiva della struttura si pensi che le recinzioni elettrificate presenti nel recinto del Casteller, hanno una portata dai 6 agli 8000 volt”.

Le decisione della Corte Costituzionale

La Consulta ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale, giudicando che “la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome”.

In buona sostanza, la Corte Costituzionale fa sapere in una nota che non è “fondata la questione di legittimità costituzionale, giudicando che la disciplina provinciale contestata rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome.

Sono pertanto legittime le leggi provinciali di Trento (n.9/2018) e Bolzano (n.11/2018) che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’ISPRA”.

La “caccia all’orso” quindi continua e, dobbiamo comprendere, se nessuno trova un’ “altra soluzione valida”, M49 è spacciato.

Già nel 2012 e nel 2014, con il caso dell’orsa Daniza, dosi errate di anestetico utilizzate in fase di cattura – e la mancata somministrazione di ossigeno o di farmaci antagonisti alla metedomidina per non farla morire  – avevano portato all’uccisione di animali innocenti, sollevando un grosso dibattito tra l’opinione pubblica. Ora il passo sembra più lungo, con l’ordine di uccidere un animale che comunque non avrebbe aggredito alcun essere umano.

Restiamo comunque speranzosi nel buon intento del ministro Costa che ieri dichiarava di aver “chiesto a Ispra di mandare subito una squadra di esperti che, congiuntamente ai tecnici della provincia autonoma di Trento, faccia chiarezza sulla fuga di M49 e poi si intervenga con la cautela del caso, senza minare la vita dell’animale”.

Una soluzione alternativa all’uccisione, insomma, ci deve pur essere.

Il parere del WWF

Secondo il WWF, la sentenza della Consulta riguarda un problema di competenze normative tra Stato e Province autonome e non casi concreti. L’associazione afferma in un comunicato:

“È bene precisare poi che la decisione della Corte Costituzionale non ha nulla a che vedere con l’attuale vicenda dell’Orso M49: l’ordinanza  urgente firmata dal Presidente della Provincia di Trento per la ‘rimozione’  dell’orso  ritenuto pericoloso senza alcuna motivazione concreta e dimostrabile è illegittima, tanto che lo stesso Ministero dell’ambiente ha diffidato la provincia di Trento ad abbattere l’animale  che si è macchiato della grave colpa di aver razziato un po’ di cibarie. Semmai la decisione di oggi del Giudice delle leggi rafforza quanto sostenuto da sempre dal WWF e dalle altre associazioni: la necessità della collaborazione da parte di regioni e province autonome con i competenti organi tecnico scientifici dello Stato per garantire una sempre migliore tutela di questi magnifici animali, insieme a quella dell’incolumità dell’uomo (che in realtà non è affatto minacciata da orsi e lupi  se si adottano poche e semplici regole di comportamento)”.

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Germana Carillo
Foto

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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