Lo zoo chiude e gli animali rischiano l’eutanasia, ma per fortuna sono salvi

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Lo zoo Living Coasts di Torquay, nel Devon ha deciso che chiuderà i battenti dopo il lockdown dovuto al coronavirus. Ottima notizia, si pensa. Ma dopo l’annuncio il timore era che gli animali rimasti senza una “casa” sarebbero stati sottoposti a eutanasia. Per fortuna non sarà così.

Il Wild Planet Trust ha dichiarato all’inizio di questa settimana che non avrebbe riaperto lo zoo Living Coasts perché trovava impossibile gestire i costi di manutenzione sostenuti durante il blocco delle attività. La gioia degli animalisti per la chiusura dello zoo però era stata subito sopita da un timore: la pratica dell’eutanasia sui poveri ospiti.

“È con rammarico che Wild Planet Trust deve annunciare che non riaprirà Living Coasts come attrazione per i visitatori dopo la sua chiusura durante l’attuale pandemia di coronavirus globale” si legge nel post ufficiale. Tra le cause vi è “il calo del numero di visitatori e la chiusura forzata di tutti i suoi giardini zoologici a causa del COVID-19. Dopo quasi vent’anni di attività, il sito aveva anche bisogno di una manutenzione sostanziale che il Trust non è più in grado di permettersi”.

Presa la decisione, è sorto il problema di trovare un posto per gli animali. Da lì erano scaturite una serie di preoccupazioni visto che tra le possibilità paventate vi era anche quella di ricorrere all’eutanasia, uccidendo di fatto gli animali per i quali non era stata trovata una nuova “casa”.

“Il prossimo passo è trovare case per gli animali. Living Coasts fa parte di una rete mondiale di zoo e acquari e cercheremo case per gli animali al loro interno una volta abolite le restrizioni sugli spostamenti. La nostra priorità è il benessere dei nostri animali. Nel caso improbabile che non riusciamo a trovare un alloggio adatto alle loro esigenze, potremmo dover prendere la difficile decisione dell’eutanasia. Allo stato attuale, non prevediamo che questo sia uno scenario probabile”.

Ma il Wild Planet Trust ha annunciato di aver già trovato diverse sistemazioni per gli animali.  Simon Tonge, il direttore esecutivo,  ha detto:

“Sono lieto, ma non sorpreso, di aver trovato case per i nostri animali così in fretta. La comunità dello zoo è molto ben collegata e si sostiene reciprocamente. Grazie a tutti i nostri membri e amici per aver condiviso le preoccupazioni e spero che tu sia rassicurato sul fatto che i nostri animali sono nelle migliori mani possibili. “

Liberare alcuni animali? Possibile

E’ indubbio che la casa migliore per gli animali sia la natura, il loro habitat, anche se per quelli nati e cresciuti in cattività questo può risultare problematico. Ma Living Coasts ha precisato che alcuni degli animali dello zoo chiuso potrebbero tornare davvero a casa:

“Fatte salve le opportune verifiche veterinarie e in conformità con le linee guida del gruppo di specialisti della reintroduzione della IUCN, potrebbe essere possibile liberare alcune specie localmente direttamente in natura. Per la maggior parte del bestiame questo non sarà possibile perché molti di loro sono nati a Living Coasts, e non sarebbero in grado di affrontare la vita in natura senza un periodo di riqualificazione senza precedenti e sostanziale”.

Probabilmente la maggior parte degli animali verrà trasferito in uno degli altri zoo del gruppo, una prospettiva poco allettante ma meno terribile della morte.

Fonti di riferimento. Living Coasts, Wild Planet Trust

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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