Nuova vita per questi due cuccioli salvati dall’ennesima ‘fattoria di leoni’

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Si chiamano Karlos e Ivana e no, non sono due coniugi felicemente sposati, ma due leoncini salvati da una condizione tragica dal Consiglio nazionale della Società per la prevenzione della crudeltà verso gli animali (NSPCA).

Quando li hanno trovati non riuscivano nemmeno a reggersi in piedi, erano malnutriti e in fin di vita con un grave infiammazione cerebrale, ma per fortuna grazie alla terapia intensiva e alla riabilitazione cui sono stati sottoposti presso la Old Chapel Veterinary Clinic da Peter Caldwell, si sono ripresi.

leoncini

La guarigione non è ancora finita ma ci sono stati netti miglioramenti nelle loro condizioni di salute, come ha dichiarato l’NSPCA su Facebook, e ora si trovano presso il Panthera Africa Big Cat Sanctuary di Stanford, appena fuori Città del Capo.

I due cuccioli, i cui nomi significano rispettivamente “Uomo libero” e “Guerriera coraggiosa”, sono stati trovati in una fattoria di allevamento di predatori a Lichtenburg e sia il proprietario che il personale sono stati incriminati in base alla legge sulla protezione degli animali.

A maggio, gli ispettori dell’NSPCA Wildlife Protection Unit erano riusciti a ottenere un mandato dopo aver ricevuto un reclamo riguardante le condizioni terribili dei leoni allevati in loco. Per fortuna sono riusciti a salvarli prima che fosse troppo tardi!

Le fattorie di leoni in Sudafrica

Negli ultimi anni in Sudafrica sono state scoperte numerose fattorie degli orrori dove vengono allevati, per vari scopi, leoni e altri animali selvatici. Perché proprio in Sudafrica? Perché qui è consentito l’allevamento di leoni su larga scala in aree recintate.

I leoni vengono allevati per divertire i turisti, strappati alle madri ancora piccolissimi, e i cacciatori possono ucciderli durante delle battute di caccia appositamente preparate per loro. Una florida fetta di mercato per il paese, dato che moltissimi occidentali lo raggiungono a questo scopo, come riporta Conservationaction.

Spesso le ossa dei leoni morti vengono esportate e vendute in Estremo Oriente per farne medicina tradizionale, in altri casi diventano ingredienti di dolci, vino e merende. Insomma, un business che porta parecchie entrare al Sudafrica e che, nonostante le proteste e il drastico calo dei leoni africani negli ultimi anni, non si ferma.

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Laura De Rosa

Photo Credit: facebook

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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