Liberiamo Kasya, il delfino abbandonato nell’acquario di Theran a gennaio a causa del Covid è ancora solo

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È rimasta da sola dopo che, a gennaio, l’Ufficio per la protezione ambientale ha chiuso i battenti del Milad Tower Delphinarium di Teheran, ma Kasya, la femmina di delfino di 5 anni è ancora prigioniera, all’interno di quel delfinario. Per questo la pagina di Zoout, che denuncia le condizioni degli animali rinchiusi negli zoo di tutto il mondo, lancia un appello.

Rimasta sola in seguito al fallimento della struttura, per Kasya si era profilata inizialmente la possibilità di partecipare a un programma di ritorno in natura ideato da un Centro Recupero in Crimea.

Ma, allo stato attuale e nonostante le tante donazioni arrivate per permettere al Centro Recupero della Crimea di organizzare il viaggio, Kasya è ancora a Teheran.

(Il pianto disperato del delfino abbandonato per il coronavirus e prigioniero dell’acquario)

Il problema sono i documenti che ancora non sono stati rilasciati. Nel frattempo però la situazione si è aggravata. Ieri la polizia ha consegnato al veterinario che la sta seguendo un ordine di sfratto. La struttura la prossima settimana verrà chiusa definitivamente e a quel punto, nel migliore dei casi, per Kasya si aprirà la strada di un altro delfinario. Nel peggiore potrebbero decidere di sopprimerla“, scrivono in un post.
Per questo motivo, il Centro Recupero Ricci La Ninna, referente per l’Italia di questa vicenda, ha organizzato una campagna per chiedere al direttore del Milad Tower e al sindaco di Teheran di dare ancora tempo a Kasya in modo che i documenti siano pronti e il viaggio finalmente organizzato.
Da Zoout allora ci chiedono di dare il nostro contributo e:
  • mandare uno o più messaggi alla pagina Instagram del direttore del delfinario Milad Tower e al sindaco di Teheran scrivendo un testo che chieda più tempo
  • il testo da inviare è questo: “Please don’t let Kasya, the dolphin, die. Don’t force her out of the pool. She needs a safe place. Let her stay until another place will be found”

Al momento, dunque, e a distanza di quasi un anno, nessun passo in avanti è stato fatto per salvare la piccola Kasya dalla solitudine e dalla morte certa.

Fonte: ZOOUT
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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