Come questa insegnante ha sconfitto l’industria mineraria e salvato il leopardo delle nevi

Bayarjargal Agvaantseren

Ha persuaso il suo governo a creare un’immensa riserva naturale nel deserto del Gobi meridionale e ad annullare 37 contratti minerari nella zona: lei è Bayarjargal Agvaantseren, la donna mongola di 49 anni che si è fatta in quattro per anni per fermare le imprese estrattive che minacciano l’ambiente dei leopardi delle nevi. Un impegno che le è valso il Premio ambientale Goldman 2019.

La popolazione dei grossi felini della Mongolia meridionale si è infatti via via ridotta a causa della perdita di habitat e del bracconaggio, ma non solo: prima degli sforzi di conservazione della Agvaantseren, i leopardi delle nevi erano anche preda dei contadini mongoli, che intendevano proteggere così il proprio bestiame.

Una lotta che è cominciata proprio da qui: dopo aver messo in atto con successo un programma di assicurazione per i pastori locali, infatti, Bayarjargal Agvaantseren è riuscita a “reclutare” dalla sua parte i contadini come alleati nella difesa dei grandi felini.

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Ed è così che, quando nel 2009 ha appreso delle vaste operazioni minerarie che venivano lanciate in un’area delicata per l’habitat del leopardo delle nevi nel Deserto del Gobi Meridionale, ha combattuto strenuamente, fino ad ottenere la trasformazione della regione nella enorme riserva naturale Tost Tosonbumba, tuttora la prima area protetta in Mongolia creata appositamente per la conservazione delle leopardo delle nevi.

riserva naturale tost tosonbumbaRiserva naturale Tost Tosonbumba

Non solo, Agvaantseren è riuscita anche a persuadere il governo mongolo a cancellare tutte le 37 licenze minerarie su quella terra preziosa e a bandire tutti i futuri permessi di estrazione nella riserva. Per questi motivi e in riconoscimento della sua carriera, Agvaantseren ha vinto il premio ambientale Goldman 2019 per l’Asia.

“In un remoto e inesplorato angolo del mondo dominato da operazioni minerarie in fuga, Agvaantseren ha difeso le protezioni per la restante popolazione di leopardi delle nevi della Mongolia – si legge sul sito web del Goldman Prize. Inoltre, è stata in grado di spostare le percezioni dei leopardi delle nevi tra le comunità di pastori, che ora vedono l’animale come parte integrante della loro identità”.

Bravissima Bayarjargal!

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