Identificato l’orso che avrebbe aggredito due uomini in Trentino: rischia l’abbattimento

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L’orso che avrebbe aggredito padre e figlio in Trentino nei giorni scorsi ha un nome: si chiama JJ4 ed è un’esemplare femmina di 14 anni. Identificato dunque l’animale la cui vicenda sta facendo molto discutere in questi giorni.

Il 22 giugno scorso attorno alle 18 l’orsa avrebbe attaccato due uomini sul monte Peller, in località Verdé, nella zona di Fontana Maora. Pur non conoscendo l’esatta dinamica dei fatti, è subito scattata la “condanna” dell’animale, anche da parte della autorità del Trentino che avevano annunciato un’ordinanza per l’abbattimento dell’orso:

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane era su un sentiero quando si è trovato a tu per tu con l’orsa, poi non si sa se sia inciampato o se l’orso gli sia balzato addosso.

Ciò che oggi è certo è che si tratta di JJ4, un’orsa molto conosciuta in Trentino. A comunicarlo è stata l’Unità di Ricerca di Genetica di Conservazione della Fondazione Edmund Mach (FEM) che ha reso noti gli esiti delle analisi condotte sulle macchie di saliva presenti sui vestiti dei due uomini:

“Il DNA presente sull’abbigliamento corrisponde a quello di un orso denominato JJ4. Non è, invece, possibile accertare, ad oggi, se l’animale è o meno accompagnato da cuccioli. In applicazione dell’ordinanza, saranno ora avviate attività di cattura finalizzate a rendere possibile il riconoscimento e la localizzazione dell’esemplare, anche attraverso la conduzione di ulteriori analisi genetiche i cui tempi non è possibile determinare in considerazione delle oggettive difficoltà tecniche” spiega la Provincia di Trento tramite comunicato.

E’ possibile che l’animale si sia sentito attaccato, o che abbia cercato di difendere gli eventuali cuccioli visto che si tratta di una femmina, come ha fatto notare la sezione trentina della LAV con un post su Facebook. JJ4 è una delle orse più anziane del Trentino, figlia di Jurka e storicamente timida e diffidente:

Secondo la Lav, non è chiaro se l’animale fosse seguito dai cuccioli, ma probabilmente potrebbe essere stato questo il motivo che l’avrebbe spinta ad allontanare i due cacciatori  fuori dai sentieri.

“Opponiamoci a questa crudele ed ingiustificata ordinanza di esecuzione che trasforma il Trentino in un lontano Far West!” è l’appello della LAV.

Secondo la LAV, JJ4 non ha mai dato alcun problema. Inoltre, nella zona dello scontro, sono stati segnalati almeno quattro avvistamenti di orse con cuccioli:

“Il Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti deponga subito i fucili, non accetteremo l’uccisione di un’altra orsa, ancor di più senza che siano state accertate le cause che hanno determinato lo scontro con le persone” ha detto Massimo Vitturi, responsabile LAV dell’Area Animali Selvatici – ricordiamo a Fugatti che dopo la nostra denuncia, il suo predecessore Ugo Rossi a settembre andrà sotto processo per l’uccisione di KJ2. La gestione della convivenza con gli orsi deve basarsi su solide informazioni, il ricorso alle armi dimostra la totale incapacità di favorire la convivenza, impegno primario di ogni amministrazione”.

“Non mi stancherò mai di ripetere che è necessario lavorare affinché chi frequenta i boschi e le montagne sappia come affrontare gli habitat condivisi con altri esseri viventi. Posto che la nostra specie è in assoluto la più impattante, distruttiva, aggressiva in un Creato che, con tutte le sue creature e le bellezze naturali, ci è stato dato in prestito dalle generazioni passate per custodirle e lasciarle il più possibile integre alle generazioni future” ha aggiunto Lucia Coppola, consigliera regionale di Trento.

Non possiamo che augurarci che le sorti della povera orsa non siano segnate e che essa non venga barbaramente uccisa mentre vagava nei suoi boschi.

Fonti di riferimento: Provincia di Trento, Lav Trentino

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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