I due scimpanzé usati per la sperimentazione a cui sono stati riconosciuti gli stessi diritti degli umani

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Hercole e Leo, due scimpanzé utilizzati per la ricerca sugli animali dalla Stony Brook University di New York, meritano di essere trattati come persone giuridiche. Proprio come Sandra, femmina di orango detenuta nello zoo argentino di Buenos Aires, potrebbero essere presto liberati come “persone non-umane” illegittimamente private della loro libertà da un tribunale.

Si tratta della richiesta di “Habeas corpus”, usata per contestare la legittimità della detenzione di una persona. Nel sistema anglosassone di common law si indica con la locuzione latina l’ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto, per verificarne le condizioni personali ed evitare una detenzione senza concreti elementi di accusa.

La sentenza segna la prima volta nella storia degli Stati Uniti in cui a un animale viene applicato l’Habeas corpus. L’azione giudiziaria ora potrebbe costringere l’università, in possesso degli scimpanzé, di rilasciarli. E potrebbe influenzare i giudici a fare lo stesso anche con altri animali utilizzati nella ricerca.

“Questo è un grande passo in avanti per ottenere ciò che stiamo cercando da tempo: il diritto all’integrità fisica e alla libertà per gli scimpanzé e altri animali cognitivamente complessi”, dice Natalie Prosin, il direttore esecutivo dell’organizzazione per i diritti degli animali The Nonhuman Rights Project, che ha sollevato il caso-. Abbiamo messo il piede nella porta. E non importa cosa accadrà perché quella porta non potrà mai essere completamente chiusa di nuovo. “

Nella sentenza, il giudice della Corte Suprema di New York Barbara Jaffe ordina a un rappresentante della Stony Brook University di comparire in tribunale il 6 maggio per rispondere all’accusa di detenzione illegale di Ercole e Leo, per stabilire se debbano essere immediatamente spostati in un santuario per gli scimpanzé in Florida. Entrambi sono stati utilizzati in esperimenti per comprendere l’evoluzione del bipedismo nell’uomo. La Stony Brook University per ora non ha commentato la storica decisione.

“Abbiamo le prove scientifiche per dimostrare in un tribunale che gli elefanti, le grandi scimmie, le balene e i delfini sono come esseri autonomi e meritano il diritto all’integrità fisica e alla libertà“, conclude il gruppo.

Per leggere la sentenza clicca qui

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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