Dopo aver visto questo video non avrete più voglia di fotografare un animale selvatico

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“È tutto nelle tue mani”. Il nuovo spot Huawei fa riflettere su quanto siamo responsabili di ciò che accade in natura: dalle nostre scelte può dipendere il futuro del Pianeta.

In bici, in un bosco con gli amici. Ad un tratto tutto il contorno sparisce. Di sottofondo solo uno strano rumore: il ragazzo si avvicina, scruta dietro un albero e incrocia lo sguardo di un simpatico animaletto (di fantasia) ribattezzato gnu gnu.

Trattiene il fiato, prende il cellulare, scatta immediatamente una foto, la invia agli amici, gli amici agli amici, l’immagine corre sui social, nei tg e ancora like, condivisioni, il ragazzino diventa una star.

Gnu gnu diventa un peluche, viene brandizzato sui palloncini, arriva al luna park. Tutti vogliono la maglietta con i suoi occhioni. Parte la caccia per trovarlo: gnu gnu viene catturato rinchiuso in gabbia e diventa un fenomeno da baraccone. Flash, video, c’è anche chi gli sputa una nocciolina da lontano. Ma il finale vi lascerà con il fiato sospeso.

Una pubblicità geniale che mostra quel lato di umanità e di rispetto per gli animali che oggi si è perso, che fa riflettere sulle conseguenze di una singola immagine e anche se questa singola storia ha un lieto fine, lo stesso non possiamo dire di tante altre.

Quelle ad esempio in cui gli animali finiscono per davvero in cattività, quelle in cui sono costretti a giocare con le palline o a saltare nel cerchio infuocato, parliamo di zoo e circo che privano gli esseri viventi della loro libertà e del loro habitat naturale.

Ma anche in quel caso, è tutto nelle nostre mani, perché siamo noi ad alimentare questo business, siamo noi con le nostre scelte quotidiane a decidere che un animale debba diventare un fenomeno da baraccone.
E allora la prossima volta chiediamoci, quanto vale un selfie o una foto? Può valere quanto la vita di un essere vivente? Come dimenticare il cucciolo di delfino morto sulla spiaggia perché la folla doveva scattarsi una foto con lui? O ancora i leoni allo zoo drogati e immobilizzati per essere docili allo scatto?

Sono solo due esempi, ma ne potremmo fare centinaia e nessun animale si salva. Il video fa riflettere proprio su questo: la prossima volta che vediamo un essere vivente che ci sembra fantastico, osserviamolo in silenzio, da lontano, senza disturbarlo e senza sbattergli in faccia la nostra “smania di protagonismo”.

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Dominella Trunfio

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