Happy: l’elefantessa per nulla felice non sarà liberata dallo zoo del Bronx

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Da anni si batte per liberare l’elefante Happy dalla sua lunga prigionia all’interno dello zoo del Bronx, ma purtroppo il povero animale dovrà restare ancora rinchiuso lì. Il  gruppo per i diritti degli animali Nonhuman Rights Project ha perso  l’appello per liberare Happy.

Aveva esortato il tribunale a riconoscere l’elefante dello zoo del Bronx come persona ma nei giorni scorsi una corte d’appello americana ha reso nota la sentenza secondo cui Happy non è un “essere umano” e quindi non può essere considerato prigioniero, usando le stesse leggi riservate alle persone.

Il Nonhuman Rights Project ha chiesto al Primo Dipartimento, Divisione d’Appello di concedere la libertà al pachiderma asiatico di 49 anni con un “atto di habeas corpus” – un concetto legale usato per determinare se incarcerare un prigioniero o un detenuto sia legale.

Il gruppo vuole che Happy venga rilasciato in un santuario del Tennessee con l’avvicinarsi dei freddi mesi invernali ma purtroppo almeno per adesso, Happy dovrà rimanere allo zoo del Bronx.

“L’atto di habeas corpus è limitato agli esseri umani”, secondo la sentenza. “Una determinazione giudiziaria secondo cui specie diverse dall’homo sapiens sono ‘persone’ per alcuni scopi giuridici, e quindi hanno determinati diritti, porterebbe a un labirinto di domande a cui i processi di common law non sono attrezzati per rispondere”, prosegue la decisione.

Contrariamente a quanto sembra suggerire il suo nome, Happy è tutt’altro che felice visto che vive rinchiuso nello zoo da 14 anni. Per l’organizzazione, le sue condizioni di vita sono paragonabili a quelle in una cella di isolamento.

Ma lo zoo si è difeso e ha fatto sapere:

“Oggi, lo zoo del Bronx ha vinto di nuovo nei tribunali. Così ha fatto il buon senso. “L’NhRP ha cercato di trasferire Happy in un santuario, una richiesta che hanno fatto senza sapere nulla della sua personalità unica e dei suoi tratti comportamentali e non avendo alcuna comprensione o considerazione di ciò che è meglio per lei come individuo. Nonostante quello che dice NhRP, Happy non è tenuto in isolamentoò In questo momento, i veterinari, i custodi e i curatori dello zoo del Bronx ritengono che sia meglio per Happy e l’altro elefante dello zoo, Patty, rimanere in un ambiente familiare e consentire loro di interagire tra loro e con le persone che entrambi conoscono”.

L’associazione non si arrende e ha intenzione di rivolversi alla Corte d’Appello, la più alta corte dello stato.

“La questione se un animale non umano abbia un diritto fondamentale alla libertà protetto dall’atto di habeas corpus è profonda e di vasta portata”, ha detto Steven Wise, fondatore e presidente del gruppo. “Parla del nostro rapporto con tutta la vita che ci circonda.”

Una cosa è certa: Happy non potrà lasciare lo zoo, almeno per il momento.

Fonti di riferimento: New York Court, WCS, Nonhumanrights

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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