Leopardus guigna, un adorabile gatto selvatico che “canta” come un uccello

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Grandi occhi rotondi, orecchie da furetto, una grande coda folta e un adorabile miagolio che suona più come il canto di un uccello che come il verso di un felino. È il Leopardus guigna, noto anche come kodkod, gatto cileno o güiña, il più piccolo dei gatti neotropicali che vive in una stretta striscia in centro-sud del Cile e dell’Argentina, cuore della comunità indigene mapuche, e di cui finora si è saputo ben poco.

Il kodkod è di fatti il più piccolo gatto selvatico in America e una delle otto specie di piccoli gatti selvatici presenti in America Latina, strettamente correlato alle ocelot (Leopardus pardalis).

Ora una registrazione ha rivelato al mondo che il suo miagolio suona più come il canto di un uccellino. La registrazione è ad opera del fotografo Joel Sartore, che dal 2006 ha realizzato un progetto di catalogazione fotografica delle specie commissionato dal National Geographic.

Proprio il güiña era tra le 10mila specie da inserire nel progetto Photo Ark, il cui obiettivo è documentare tutti gli animali che vivono in zoo e santuari della fauna selvatica di tutto il mondo. Proprio questo piccolo e raro gatto selvatico raro ha ricevuto meno attenzioni rispetto ai più comuni felini. I gatti selvatici sono carnivori e hanno bisogno di grandi spazi sui quali cercare cibo: ciò li rende particolarmente vulnerabili e crea conflitti con gli esseri umani per quanto riguarda il bestiame.

Il kodkod, che pesa da uno a due chilogrammi, abita le foreste pluviali temperate meridionali altamente minacciate del Cile meridionale e dell’Argentina e occasionalmente attacca il pollame nelle zone agricole, tanto che i proprietari terrieri spesso reagiscono uccidendolo. Tutto questo, unito alla perdita di habitat, ha fatto sì che la Lista Rossa Iucn classificasse il kodkod come “vulnerabile”.

Il suo strano miagolio

Il fotografo Sartore ha realizzato i suoi scatti nella Fauna Andina, riserva faunistica e centro di riabilitazione del Cile centro-meridionale. Qui, il fondatore Fernando Vidal Mugica, si prende cura dei güiñas feriti in natura, a volte rilasciandoli nella foresta.

È con questo suo reportage che Sartore ha ottenuto quella che è considerata la prima registrazione nota del verso chiamata di questo misterioso gatto. Protagonista del suo book fotografico è un güiña maschio cui è stato dato il nome di Pikumche, allevato dallo staff dopo essere rimasto orfano a soli 10 giorni.

Ora ha due anni e mezzo, è molto difficile riportarlo nel suo habitat naturale, dal momento che è troppo abituato alla presenza degli umani e non è pronto a badare a se stesso.

Sartore ha così filmato il video della “vocalizzazione” di Pikumche, forse i primi suoni di güiña mai registrati. I bassi rumori ripetitivi sono probabilmente espressioni di piacere o eccitazione, secondo le osservazioni di Vidal Mugica, mentre il miagolio serve per comunicare con altri esemplari della sua specie nel santuario.

Sentite nel video sotto che cosa meravigliosa!

QUI trovate tutto il bellissimo progetto Photo Ark.

Fonte: National Geographic

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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