Si era rifiutato di uccidere due cuccioli di orso ed era stato licenziato, ma ora il governo non permette a questa guardia forestale di tornare al lavoro

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Era stato sospeso dal servizio per aver disobbedito all’ordine di sopprimere due cuccioli di orso indifesi e rimasti orfani a seguito dell’abbattimento della loro mamma. Lui è Bryce Casavan, una guardia forestale canadese e ad oggi è ancora senza quel lavoro. L’anno scorso aveva vinto una lunga battaglia legale per il suo licenziamento, ma il governo ha respinto le sue richieste di tornare al lavoro e la questione è di nuovo in tribunale.

La vicenda è iniziata nel 2015, quando l’ufficiale Casavant e vigili del fuoco locali furono spediti sul luogo dove era stata segnalata un orso bruno femmina che si era introdotto in una casa nelle zone rurali della regione British Columbia, in compagnia dei suoi due giovani cuccioli. I piani alti cui facevano capo i soccorritori decisero di uccidere la madre, anche se questo significava rendere i piccoli orfani.

La guardia, però, sfidando gli ordini di praticare l’eutanasia anche per i cuccioli, raccolse i piccoli spaventati e fece in modo che arrivassero in un rifugio, il North Island Wildlife Recovery Center (e successivamente sono stati rilasciati in natura). Questa decisione ha messo il suo lavoro in pericolo. Anzi, da allora subisce una sospensione a tempo indeterminato dal servizio.

Casavant non si è mai dato per vinto e ha portato la vicenda in tribunale. La sentenza della Corte d’appello dello scorso giugno ha annullato il licenziamento di Casavant e ha confermato le questioni relative non rientrano nel contratto collettivo tra il sindacato di Casavant e il Ministero dell’Ambiente. Una decisione che, secondo gli esperti dei diritti degli animali, potrebbe aiutare a prevenire morti inutili di animali selvatici, dal momento che ha dimostrato che gli ufficiali della conservazione possono contestare gli ordini di uccisione.

Ma la sua richiesta per la riattivazione del suo distintivo e la riammissione alla sua uniforme è stata respinta dal governo. E così, ora, in una nuova causa civile e dichiarazione giurata depositata alla fine di febbraio, Bryce Casavant – che ha trascorso questi cinque anni a combattere il suo sindacato e datore di lavoro per tornare al suo lavoro con la B.C. Conservation Officer Service – sostiene che il suo licenziamento non è valido.

Ho sempre sostenuto che a un poliziotto non può essere ordinato di uccidere – è un ordine illegale. La polizia nel servizio pubblico è stata la mia passione e il percorso di carriera scelto sin dai primi vent’anni. È vergognoso e frustrante sentirsi continuamente negata la possibilità di tornare immediatamente al mio posto”, dichiara.

Casavant, insomma, non è stato formalmente licenziato ma non può nemmeno ricominciare a lavorare come guardia forestale né ovviamente a percepire uno stipendio.

Nonostante la petizione (alla Corte d’Appelloo) sia stata presentata, la mia più sincera speranza è che qui ci sia una soluzione diplomatica e che gli errori che sono stati fatti vengano semplicemente corretti”, ha concluso.

Speriamo per Bryce!

Fonte: CBC

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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