Green Hill e Harlan potrebbero rimanere aperti. Parte l’operazione “Altrimenti ci arrabbiamo”

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Green Hill e Harlan: si avvicina l’ora della verità. Chiuderanno o no? Entro una decina di giorni la XIV Commissione del Senato darà il suo parere sulla proposta di legge comunitaria che, pur non essendo assolutamente rivoluzionarie nel cambiamento, contiene comunque alcuni punti validi, come l’emendamento voluto dall’ex Ministro del Turismo Michela Brambilla , che dovrebbe vietare allevamenti di cani, gatti e primati da sperimentare.

Ma secondo alcune indiscrezioni pervenute al Coordinamento Fermare Green Hill, i giochi sarebbero già stati fatti: la Commissione potrebbe cassare tale importante divieto ancora prima di portarlo al voto in Senato, facendo così restare operativo il lager Green Hill e rendendo di fatto inesistenti i pur pochi miglioramenti alla Direttiva Europea. “Questa inversione di marcia –spiega il Coordinamento in una nota- nasce dalla pressione di vivisettori e lobby della farmaceutica. Evidentemente la nostra lotta sta colpendo nel punto giusto e siamo un problema“. Ma il tempo stringe e le scimmie e i cani detenuti in questi lager hanno ancora bisogno di tutti noi.

Così, il Coordinamento ha lanciato da ieri l’operazione “Altrimenti ci arrabbiamo“, con cui invita tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questi animali votati a una vita di inferni e torture a protestare direttamente utilizzando mail, telefono e lettere. “Sappiamo che molti di voi hanno altri impegni, ma vi chiediamo solo di valutare l’importanza di questo momento, che potrebbe non ripresentarsi per molto tempo. La nostra voce deve inondare quegli uffici! Non ci sono limiti. Consigliamo di farlo tutti i giorni, come primo piccolo impegno della giornata“, spiegano gli attivisti. “Quello che vi lanciamo oggi –continua il Coordinamento- è forse l’appello più importante e determinante degli ultimi due anni riguardo la questione Green Hill. Siamo di fronte ad un pericoloso bivio e in un momento in cui dobbiamo dare il tutto per tutto“.

Ecco cosa il Coordinamento chiede di fare per mettere in chiaro che un passo indietro porterebbe non solo delusione, ma tanta rabbia.

1 Scrivere più mail possibili agli indirizzi di posta dei membri della XIV Commissione. , disponibili sul sito Fermare Grenn Hill insieme a una missiva “tipo”

2 Scrivere una lettera alla XIV Commissione, indirizzata a SENATO DELLA REPUBBLICA, Piazza dei Caprettari n. 79, 00186 Roma

3 Telefonare in massa al Centralino del Senato (06.67061) e agli Uffici della XIV Commissione (06.67062883). “Se ognuno di noi lo facesse una volta al giorno, anche per pochi secondi, non ci sarebbe letteralmente un momento di silenzio e non potrebbero usare il telefono per altro che non sia sentire lamentele degli antivivisezionisti”, spiegano gli attivisti.

4 Organizzare nei prossimi week-end nella tua città una iniziativa contro Green Hill e la vivisezione e comunicacela

5 Appendere striscioni dalla tua finestra, da ponti, monumenti, cavalcavia per chiedere la chiusura di Green Hill

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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