Green Hill: orrore per oltre 100 cani morti nel congelatore

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Oltre cento cani morti conservati nei congelatori. La macabra scoperta della forestale, che conferma come le ipotesi di tutto il movimento animalista non fossero solo delle fantasie, è stata fatta ovviamente a Green Hill, a sole 24 ore dal sequestro. Intanto Occupy Green Hill invita ancora a diffidare da chi propone liste per le adozioni.

Nel corso delle operazioni connesse al sequestro probatorio degli animali e della struttura di Montichiari sono state inoltre rilevate altre gravi irregolarità, come la mancata microchippatura di molti cuccioli, non registrati all’anagrafe regionale.

Il sospetto è che sui cani venissero testati anche prodotti cosmetici, contrariamente a quanto previsto dalla legge italiana. Poi c’è quello strano tentativo di “sistemare” gli archivi informatici dell’azienda, effettuato dagli Stati Uniti tramite un server internazionale. hanno cercato, infatti, di modificare le schede di alcuni esemplari per inquinare le prove, ma lo hanno fatto proprio sotto lo sguardo del perito informatico della procura. Da qui è partito anche il sequestro di tutti i computer degli uffici. E l’inchiesta è solo all’inizio.

In base a queste ultime “pesanti” novità, interviene l’Enpa, che si chiede “in che modo si sia articolato, negli ultimi anni, il ruolo della Asl competente, come sia stato possibile per Green Hill operare compiendo gravi irregolarità e violazioni delle norme vigenti come quelle che emergono in queste ore grazie al sequestro probatorio. Dove erano i controlli e come si svolgevano?“. Per questo l’Ente Nazionale di Protezione degli Animali, come spiega una nota, “ritiene necessario e urgente passare dal sequestro probatorio al sequestro preventivo della struttura e degli animali. Ciò è indispensabile per evitare che possano essere reiterate irregolarità come quelle rilevate e per poter dare in affidamento i cuccioli. La Protezione Animali chiede inoltre la sospensione dall’albo del veterinario responsabile della struttura“.

Intanto, i legali dell’azienda si sono messi all’opera e presenteranno nelle prossime ore l’istanza di dissequestro. Bernard Gotti, di Green Hill, ha dichiarato: “abbiamo avuto controlli da due anni dall’ASL ogni settimana e se c’era qualcosa che non andava era chiuso da due anni“. Ma il quadro probatorio si presenta davvero compromettente per la società, “al punto che la procura sta valutando l’ipotesi di «liberare» i beagle ovvero di farli accudire all’esterno, anche in piccoli gruppi, ad associazioni animaliste“, scrive il quotidiano BresciaOggi.

Sull’adozione dei cuccioli, Occupy Green Hill, dalla sua pagina facebook, ribadisce ancora una volta che bisogna “attendere comunicazioni ufficiali, non farsi “abbindolare” da chi cerca di approfittarsene. Non ci sono liste di adozioni e non ci saranno fino a quando la procura non formalizzerà la sua intenzione. Solo allora ci saranno e saranno fatte da chi sarà incaricato a farle. ATTENZIONE a chi vi propone preaffidi, al momento non c’è nessun animale in adozione e chi ve li sta proponendo non è in contatto con le autorità, quindi DIFFIDATE. Se e quando saranno affidabili ve ne daremo immediatamente conto!“. A questo proposito, non fa mai male ricordare che i canili italiani sono pieni di dolci pelosi in cerca di una casa, forse meno famosi dei cani di Montichiari, ma altrettanto bisognosi di cure e affetto.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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