Go Go Luce, salvata la tartaruga più piccola mai studiata in Italia

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Go Go Luce era un piccolo esemplare di soli 38 centimetri quando è stata ritrovata dal Corpo Forestale dello Stato nei pressi dell’isola di Montecristo. Oggi, dopo essere stata curata e riabilitata dal Centro Recupero Tartarughe Marine di Talamone in provincia di Grosseto, la tartaruga marina si è allontanata dalle coste della Toscana meridionale dove è stata rilasciata.

L’esemplare ha fatto tappa in Capraia, per poi costeggiare la Corsica da nord a sud sino ad attraversare le bocche di Bonifacio e scendere lungo la costa occidentale della Sardegna. Ma Go Go Luce non è una tartaruga qualsiasi: è il più piccolo esemplare mai studiato in Italia.

I suoi spostamenti sono stati seguiti per circa due mesi dal gruppo di ricerca dell’Università di Pisa, guidato dal professore Paolo Luschi, nell’ambito del progetto Caresat per studiare le rotte delle Caretta caretta che frequentano le acque della Toscana utilizzando tecniche di telerilevamento satellitare, in modo da migliorare la loro conservazione nell’area.

Gogoluce rilascio

GOgoluce sulla barca

“È la prima volta in Italia che vengono studiati gli spostamenti di un esemplare così piccolo – racconta Paolo Luschi del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa – al momento del rilascio Go Go Luce aveva una lunghezza di soli 38 cm e proprio per questo abbiamo applicato al carapace una trasmittente speciale, di soli 49 grammi di peso, che ha comunque fornito localizzazioni frequenti e di buona qualità, consentendoci di ricostruirne la rotta”.

Uno degli aspetti che ci ha maggiormente sorpreso è stata la notevole mobilità della piccola tartaruga. In due mesi Go Go Luce ha percorso quasi 30 km al giorno per un totale di circa 1500 km ad una velocità media di oltre 1 km/h. Dal punto di vista tecnico, il gruppo di ricerca ha utilizzato il sistema satellitare Argos, grazie al quale i segnali di apposite radiotrasmittenti applicate all’animale vengono recepiti dai satelliti consentendo di monitorare gli spostamenti effettuati dalle tartarughe per lungo tempo, in genere vari mesi.

GogoLuce prima del rilascio

“Negli ultimi anni abbiamo monitorato il comportamento di sette giovani tartarughe comuni pescate accidentalmente nelle acque toscane e riabilitati dai centri di recupero di Livorno e Grosseto – ha concluso il professor Luschi – la maggior parte degli animali ha soggiornato a lungo nelle acque toscane vicino al luogo di rilascio, anche se alcuni di essi hanno intrapreso movimenti a lunga distanza verso il Mar Tirreno centro-meridionale e oltre, con una tartaruga che si è spinta fino alla costa occidentale della Grecia”.

È previsto che il programma di tracking satellitare delle tartarughe toscane continui nei prossimi mesi, applicando altre trasmittenti su individui catturati accidentalmente e attualmente in degenza presso centri di recupero toscani.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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