Cetacei spiaggiati in Australia: i soccorritori della Tasmania liberano 25 globicefali, ma 90 sono già morti

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

E’ corsa contro il tempo per salvare i globicefali che si sono spiaggiati sulle coste della Tasmania, in Australia. Purtroppo, secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità australiane, un terzo degli animali è già morto.

Ieri centinaia di esemplari di globicefali si sono spiaggiati a a Strahan, piccola città della Tasmania, uno stato insulare al largo della costa meridionale dell’Australia continentale. Non si conosce ancora il numero esatto ma si parla di circa 300 cetacei. È in campo una vera task force per salvarli ma purtroppo per molti è già troppo tardi. Circa 90 globicefali non ce l’hanno fatta mentre quelli liberati sono 25. I biologi marini e i funzionari governativi stanno facendo il possibile per salvare quelli ancora in vita.

Si stima che circa 270 globicefali si siano arenati a Strahan, di cui 200 su un banco di sabbia al largo della rampa di Macquarie Heads, altri 30 a un centinaio di metri di distanza su un altro banco di sabbia, e altrettanti a Ocean Beach.

“Ieri circa un terzo degli animali era già morto”, ha detto il biologo della fauna selvatica Kris Carlyon in una conferenza stampa che si è svolta oggi. Carlyon ha aggiunto che è difficile fare una stima più specifica dei decessi, poiché le balene erano sparse su una vasta area e alcuni luoghi erano inaccessibili:

“Questo è un evento davvero impegnativo. In termini di spiaggiamenti di massa in Tasmania, questo è tra i più difficili che abbiamo mai dovuto affrontare”.

Le operazioni di salvataggio sono rese difficoltose anche da altri problemi, tra cui le mareggiate e la possibilità che i globicefali possano attirare gli squali nell’area. Al momento sono all’opera varie squadre di soccorso che contano circa 60 persone, dai volontari alle forze dell’ordine fino al Tasmania Parks and Wildlife Service.

Purtroppo essi si stanno trovando a fronteggiare una situazione triste visto che più passa il tempo, meno possibilità ci sono di salvare gli animali. Per questo sono costretti a fare un vero e proprio triage, aiutando prima i globicefali che hanno migliori possibilità di sopravvivenza.

Ove possibile essi stanno cercando di riportare in mare gli animali che sono in buona salute, ma se ciò non funzionerà o se i globicefali mostreranno comportamenti strani dovranno adottare un’altra strategia.

globicefali tasmania

©Department of Primary Industries, Parks, Water and Environment (Brodie Weeding, The Advocate)

La missione di salvataggio richiederà probabilmente giorni, sollevando la preoccupazione che essi potrebbero non vivere così a lungo. Ma per fortuna le condizioni meteo sono tali da mantenere gli animali umidi e freschi.

Non è ancora chiaro cosa abbia causato questo spiaggiamento di massa dei globicefali. Essi potrebbero aver perso l’orientamento durante la ricerca del cibo ed essersi avvicinati troppo alla costa. Questi spiaggiamenti di massa spesso coinvolgono specie che vivono insieme in grandi gruppi, secondo il dipartimento. I globicefali, i capodogli e i delfini tursiopi sono le specie maggiormente coinvolte.

Fonti di riferimento: CNN, Dipartimento delle industrie primarie, dei parchi, dell’acqua e dell’ambiente,

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook