Giappone, uccise 251 balene nel 2014. L’ultima caccia grazie a stop Corte Aja

Il Giappone ha cacciato 251 esemplari di balenottera minore nel corso della campagna 2014 di annuale di caccia. Dovrebbe essere l’ultima missione “a fini scientifici” nell’Oceano Antartico, dopo la sentenza del tribunale internazionale dell’Aja che ha disposto la sua sospensione.

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia giapponese per la pesca, il bottino è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno, quando furono uccisi 103 esemplari, ma molto più piccolo rispetto al target previsto di 935 cetacei, anche grazie alla costante attività di sabotaggio di Sea Shepherd. Vere e proprie battaglie navali, come quella che ha visto protagoniste in acque australiane la Bob Barker, speronata da una nave arpionatrice della flotta baleniera giapponese, la Yushin Maru N.2.

Il Giappone è uno dei firmatari dell’International Whaling Commission, che vieta la caccia a fini commerciali, ma per anni ha usato la scusa della ricerca, anche se ha riconosciuto che la carne degli animali finiva sulle tavole. Per fortuna, dovrà dire addio alla caccia alle balene. L’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia si è espressa lo scorso 31 marzo, stabilendo che il paese non potrà più portare avanti questa selvaggia pratica.

infografica balene

infografica balene 2

Queste infografiche realizzate dall’Abc, con dati tratti dall’International Whaling Commission, mostrano chiaramente l’implicazione del Paese asiatico nello sterminio dei cetacei nei nostri splendidi Oceani. D’ora in poi, almeno si spera, le cose saranno diverse.

“Il Giappone deve revocare tutte le autorizzazioni esistenti, permessi o licenze concessi in relazione al JARPA II, e deve astenersi dal concedere ulteriori autorizzazioni rilasciate a norma di tale programma”, ha detto il giudice della Corte Internazionale di Giustizia. Sulla scia del verdetto, il Paese ha da poco annunciato l’annullamento della annuale missione antartica – è accaduto per la prima volta in oltre un quarto di secolo.

I giapponesi, però, hanno anche un altro programma di caccia a fini di ricerca, che opera nel nord-ovest del Pacifico. Si tratta di due escursioni ogni anno, nelle acque costiere e in mare aperto, dall’inizio dell’estate all’autunno. In questa aerea, lo scorso anno sono state uccise 58 balenottere minori nelle acque costiere e 132 cetatcei – tra cui balenottere minori e capodogli – offshore.

Gli analisti ritengono che probabilmente anche il programma nel Pacifico dovrà essere rivisto alla luce della sentenza del tribunale delle Nazioni Unite. I pescatori giapponesi catturano anche un piccolo numero di balene nelle acque costiere sotto una disposizione dell’IWC che consente una piccola “caccia alle balene indigena”.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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