Gabbiano reale morto trovato inchiodato al cartello della riserva Lipu

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Una scena crudele, forse un avvertimento contro i volontari della Lipu o ancora una bravata. É difficile trovare anche le parole per raccontarla: un gabbiano reale morto e inchiodato a uno dei cartelli segnaletici della riserva naturale di Ca’ Roman a Pellestrina, un’isola della Laguna Veneta.

Potrebbe trattarsi di una minaccia contro i volontari Lipu, un incitamento al bracconaggio, visto nella riserva la caccia è vietata. O ancora, e non sappiamo se è peggio, potrebbe essere stata una bravata tremenda.

Non si sa ancora se l’animale sia stato trovato morto o se sia stato torturato e ucciso, per poi finire inchiodato al cartello. È successo tra la notte del martedì e la mattina del mercoledì e a fare la macabra scoperta sono stati i visitatori, in attesa di entrare nella riserva gestita da Lipu insieme al Comune e Città Metropolitana di Venezia.

Non è la prima volta che la riserva naturale, un’area di pregio naturalistico, subisce atti vandalici. Ieri quando il responsabile Luca Mamprin, è arrivato per il consueto sopralluogo insieme alle due guardie zoofile Paolo Casati e Alessio Boscolo, all’ingresso dell’area protetta di Ca’ Roman, non si parlava d’altro.

Spiega il Gazzetino che il volatile inchiodato al cartello era un’esemplare giovane quindi non ancora esperto nel volo.

Non c’è stata solo la macabra scoperta ma anche il furto di una fototrappola , che rientra in un progetto di controllo della riserva e che serve anche per scattare foto a distanza ravvicinata ad animali e volatili che altrimenti non si farebbero riprendere. Non si sa ancora se i due fatti abbiano una correlazione.

La polizia sta indagando e gli episodi sono stati inseriti nella stessa denuncia contro ignoti, formalizzata dalla Lipu il 18 luglio. Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Municipalità del Lido e Pellestrina, Danny Carella:

“I recenti atti di vandalismo e uccisione di animali, nonchè di furto di materiale – ha detto Carella – nell’oasi di Ca’ Roman rappresentano atti deprecabili che trovano la nostra più ferma condanna. L’oasi è di rilevante importanza naturalistica e crimini del genere non possono essere tollerati in alcun modo”.

Non ci sono parole, solo sdegno.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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