Festa del sacrificio: investigazione shock sulla macellazione rituale religiosa in Italia (VIDEO e PETIZIONE)

Percossi e sbattuti contro delle grate. Legati per ore e costretti a vedere i propri simili barbaramente uccisi. Derisi e violati. Sgozzati senza stordimento, come prevede la macellazione rituale, mentre gli operatori si fanno beffa anche del più minimo dei diritti degli animali.

A poche ore dall’inizio della Festa del Sacrificio, che si tiene ogni anno nell’ultimo mese lunare del calendario islamico, Animal Equality rende pubblica una video-investigazione senza precedenti in Italia, che mostra tutta la brutalità della macellazione rituale religiosa, in questo caso halal, sempre più diffusa anche sul nostro territorio nazionale.

Nelle immagini shock, provenienti da un macello situato nel nord del nostro Paese, è chiaramente visibile a quale sofferenza sono sottoposti gli animali uccisi con questa pratica, che non prevede il preventivo stordimento e prescrive che la morte sopraggiunga per dissanguamento.

Oltre ai numerosi abusi nelle fasi precedenti la macellazione vera e propria, colpisce in modo particolare la lunga e dolorosa agonia che questi individui sono costretti ad affrontare prima di perdere i sensi, tra l’indifferenza e l’ironia disumana degli addetti ai lavori.

Lungi dall’essere un attacco alla comunità islamica, la nostra campagna vuole semplicemente porre l’attenzione sulla sofferenza di questi animali. Vietare qualsiasi deroga alle leggi sul benessere animale, che secondo noi sono comunque assolutamente insufficienti, è un modo per non permettere che si facciano passi indietro nel percorso legislativo di riconoscimento dei diritti di tutti gli esseri viventi. Per il quale lavoriamo duramente ogni giorno“, spiega Matteo Cupi, Presidente di Animal Equality in Italia.

La pratica halal, che sarebbe ordinariamente vietata dalle norme vigenti in Italia, dove è obbligatorio lo stordimento dell’animale prima della macellazione, può avere luogo grazie ad una speciale deroga, a cui ricorre un numero sempre crescente di strutture. Un fatto ha portato Animal Eqiuality a dare vita a una petizione per chiedere che anche l’Italia, come già fatto da altre nazioni europee, vieti qualsiasi deroga alle già insufficienti norme sul benessere animale.

Per unirsi alla campagna e chiedere che il Parlamento si attivi per dibattere la questione e, auspicabilmente, seguire l’esempio, solo per citare alcuni precedenti, di Svizzera, Danimarca e Polonia, clicca qui.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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