Che ci fanno i fenicotteri rosa nel centro di Milano? La (triste) storia, che forse non sai, del perché si trovano lì

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A molti sembra cosa assai strana, eppure anche a Milano si possono ammirare i fenicotteri. C’è un posto, infatti, in zona Porta Venezia, dove se ne possono sbirciare alcuni. Rosa e all’apparenza tranquilli. Ma come è possibile ci siano degli animali esotici nel cuore di Milano? Da dove arrivano e perché non volano? Pochi conoscono la reale storia…

Siamo nel giardino di Villa Invernizzi (sì, proprio quello dei formaggini), tra i palazzi del “Quadrilatero del Silenzio”, tra via Vivaio e Corso Venezia. Un posto che negli ultimi decenni è entrato tra i luoghi decisamente più curiosi della città meneghina. Il motivo è che ospita una colonia di fenicotteri rosa, un gruppetto di uccelli certamente meravigliosi che attraggono l’attenzione di chi passa di lì.

Cosa ci facciano lì è presto detto: fu il capriccio di un uomo a volerli.

La storia dei fenicotteri rosa a Milano

Tutto ebbe inizio sul finire degli anni ‘70, quando Romeo Invernizzi acquistò due palazzi in via Dei Cappuccini, uno dei due lo fece demolire creando lo spazio per un grande giardino con una piscina, dove piazzò la specie di uccelli fra le più eleganti, i fenicotteri rosa.

Erano ovviamente animali catturati (solo alcuni provenivano dallo Zoo di Porta Venezia), un po’ in Africa e un po’ in Cile, prima che l’Italia aderisse nel 1980 alla CITES, quella Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione che ad oggi tutela la fauna e la flora in pericolo di sopravvivenza.

I fenicotteri rimasti orfani del signor Romeo nel 2004 (che però dedicò loro un capitolo a parte del testamento) non ci misero molto ad adattarsi. Anzi, pare che, lasciata libera di riprodursi, la colonia sia cresciuta a dismisura, tanto che metà degli esemplari venne regalata allo zoo di Lignano Sabbiadoro e un paio nella tenuta di Moira Orfei a San Donà di Piave.

I fenicotteri sono tutt’oggi tutelati dalle volontà testamentarie dei coniugi Invernizzi, con un custode che li alleva e li nutre (ci mancherebbe).

Ma c’è un ma? Perché non volano? Ecco qui che si cela la cosa più macabra di quella sembra una favoletta rosa: il “clipping”, ovvero l’accorciamento delle piume remiganti alle ali, per far sì che questi, come altri uccelli, non si alzino in volo.

fenicotteri rosa milano

©Paola Prisco

Una pratica atroce che si usa perpetrare, nemmeno a dirlo, su molti uccelli nati in cattività e così anche ai fenicotteri milanesi di Villa Invernizzi. Il taglio delle remiganti consiste nella recisione tramite forbici delle penne non vascolarizzate. Gli esperti dicono che se il taglio viene fatto con correttezza, l’animale non sente dolore, ma ciò può ad ogni modo causare dei problemi nel momento in cui i calami ricominciano a crescere e possono provocare irritazione all’epidermide.

Adesso i più diranno che solo così, magari, quei fenicotteri hanno la possibilità di sopravvivere. Noi non ne siamo convinti: l’uccello è fatto per volare! Seppure in cattività, sono animali selvatici che dovrebbero essere liberi di spostarsi ma che invece sono costretti all’immobilità in nome di un capriccio. Umano, ovvio.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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