Euro 2012: in Ucraina gli orsi della vodka mandati in riabilitazione per evitare altri scandali

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Non solo cani. In Ucraina soffrono anche gli orsi, che vengono catturati, imprigionati, maltrattati e ridicolizzati. Li chiamano “vodka bears“, gli orsi della vodka. Ma dopo gli scandali di Euro 2012 il Paese tenta di ripulirsi la coscienza mandando in riabilitazione questi animali, costretti a bere alcol nei ristoranti e a barcollare in giro solo per intrattenere i clienti.

Se in Cina si usa la loro bile per rimedi della medicina tradizionale, l’antica pratica di usare gli orsi come fenomeno da baraccone, in voga nell’Impero russo, di cui l’Ucraina faceva parte, è purtroppo ancora sopravvissuta in alcuni paesi dell’Europa orientale. Anche se costringerli a consumare alcol è vietato dalla legge, circa 100 orsi, secondo le stime, sono ancora in cattività, come dimostrano le immagini che continuano a mostrarli ubriachi nei ristoranti, negli alberghi o lungo la strada.

Un anno fa il ministro dell’Ambiente Mykola Zlochevsky aveva promesso che avrebbe liberato tutti gli animali. “Per quanto tempo – aveva detto lo scorso agosto, intervistato dall’agenzia Interfax- potremo tollerare la tortura degli animali nei ristoranti, dove clienti ubriachi fanno bere vodka agli orsi per divertirsi?”. Una domanda davvero retorica, visto che si è dovuto attendere l’arrivo della stampa internazionale e dei tifosi per salvare qualche esemplare.

I primi quattro orsi fortunati, Rosa, Potap, Mashenka e Yura, sono stati così spostati al Synevir National Nature Park, tra le montagne dei Carpazi, dove verranno preparati alla reintroduzione nel loro ambiente naturale. Ma prima di tutto bisogna disintossicarli e porre fine alla loro dipendenza. In una parola, riabilitazione. Intanto Zlochevsky promette: tutti gli orsi saranno liberati. Così ci si lava la coscienza in Ucraina. Per una questione di immagine, non di rispetto degli animali. “L’Ucraina ha compiuto positivi passi in avanti, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga“, ha commentato Amir Khalil, direttore del settore sviluppo della Four Paws, gruppo internazionale per la difesa dei diritti animali.

Roberta Ragni

Foto: Reuters Pictures

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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