Elefantini incatenati e torturati per “imparare” a portare i turisti in Tailandia, le immagini inedite dell’addestramento

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Elefantini incatenati e importunati dopo ore e ore di maltrattamenti per diventare docili con i turisti. Filmati shock quelli diffusi dall’associazione World Animal Protection che denunciano il crudele addestramento di questi pachidermi, noto come crushing.

Strappati alle loro mamme, questi elefantini vengono legati con corde, stretti fra pali e gabbie per allenarli ad essere domati ed entrare in contatto con i turisti. Animali privati della libertà e della loro natura, usati per essere cavalcati e portare a spasso i turisti che visitano la Thailandia.

Da anni, parliamo di questo orrore, eppure con le restrizioni date dal Covid-19, molti elefanti erano stati trasferiti in dei santuari. Ma evidentemente, neanche il crollo del turismo, sta portando a un vero cambiamento. Ciò che raccontano queste immagini è terribile: animali maltrattati per diventare addomesticati, per essere sottomessi e interagire con i turisti.

Un video sotto copertura che non solo ci rimanda alle violenze fisiche che subiscono i pachidermi, ma anche al loro trauma psicologico. Una vita all’insegna dell’orrore.

Secondo World Animal Protection sono circa 2800 gli elefanti in cattività sfruttati in tutta la Thailandia e che hanno subito questo addestramento crudele. Nel filmato straziante si vedono le pratiche più comuni tra cui: l’uso di un bullhook, uno strumento di metallo utilizzato per colpire le aree sensibili, grosse catene per fermargli le zampe, frequente esposizione a situazioni stressanti. Così i maestosi elefanti diventano animali con cui poter fare il bagno, che giocano con una pallina, che si lasciano accarezzare. Si esibiscono, vengono fotografati, filmati.

“Il turismo si è fermato completamente durante la pandemia, almeno 85 strutture che detengono elefanti in Thailandia sono state costrette a chiudere, licenziando oltre 5mila dipendenti. Ma le altre sono aperte”, scrive l’organizzazione.

**ATTENZIONE QUESTI VIDEO CONTENGONO IMMAGINI CHE POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ**

Molti elefanti hanno dovuto percorrere miglia e miglia, ad alcuni è stato permesso di vagare liberamente per il foraggio, altri sono diventati animali da soma. Con una petizione, l’organizzazione animalista chiede che questo mercato chiuda per sempre e come soluzione sostenibile e a lungo termine, chiede il divieto di riproduzione in cattività per gli elefanti per garantire che le generazioni future vengano risparmiate da questo trauma.

“I turisti detengono anche un considerevole potere di voltare le spalle a pratiche non etiche e possono invece optare per vedere gli elefanti nel loro habitat naturale o sostenere santuari adatti agli elefanti”, si legge.

Per la maggior parte degli elefanti, essere rimessi in libertà non è possibile, quindi un santuario è la migliore opzione.

“L’industria del turismo si è fermata a seguito di COVID-19, ma si ricostruirà: questa è l’occasione ideale per un futuro migliore. Chiediamo al settore turistico di rivedere le loro politiche sulla fauna selvatica e smettere di offrire esperienze di sfruttamento ai propri clienti”, chiosa Audrey Mealia di World Animal Protection.

Lo sfruttamento degli elefanti in cattività nel turismo è solo una parte del crudele commercio mondiale di animali selvatici, che sta causando sofferenza a milioni di animali, mettendo a rischio la nostra salute attraverso l’esposizione a pandemie e danneggiando i nostri fragili ecosistemi.

FIRMA QUI LA PETIZIONE

Fonte: World Animal Protection

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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