Cacciatore sudafricano muore schiacciato da un’elefantessa che proteggeva i suoi cuccioli

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Nella sua vita aveva ucciso tanti animali: leopardi, antilopi, leoni e ogni volta, posava trionfante e sorridente, accanto al corpo della vittima di turno. Adesso ad avere la peggio è stato proprio lui, Teunis Botha, cacciatore professionista sudafricano.

Cinquantuno anni, famoso per i suoi safari nel parco di Hwange e per aver collezionato trofei e zanne d’avorio, Botha è stato scaraventato a terra e schiacciato da un’elefantessa. È accaduto venerdì scorso in Zimbabwe, ma solo da un paio di oggi i media africani hanno dato riscontro della notizia.

Secondo la ricostruzione dei testimoni, Botha stava conducendo un gruppo in una battuta regolarmente autorizzata alla Good Luck Farm, nei pressi del Hwange National Park, quando ha incontrato un branco di elefanti con i loro piccoli.

Tre pachidermi preoccupati per l‘incolumità dei cuccioli hanno caricato frontalmente i cacciatori, mentre un quarto li ha sorpresi arrivando lateralmente. L’elefantessa ha afferrato Botha con la proboscide e un altro cacciatore ha aperto il fuoco. Colpito dallo sparo, l’animale è collassato cadendo proprio su Botha. Sono morti entrambi.

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La stampa parla di un incidente e di una caccia sfortuna, piuttosto sarebbe il caso di parlare di legittima difesa da parte dell’elefantessa. Nessun commento da ‘The Big Game Safaris’ la società di Botha che mostra sul proprio sito, immagini raccapriccianti di zanne, pelle di leopardi, coccodrilli, leoni, giraffe e tanti altri.

Ricordiamo che vicino a questo parco, nel 2015 era stato ucciso anche il leone Cécil dal dentista americano appassionato di caccia, Walter Palmer.

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Gli elefanti sono animali docili che all’occorrenza, come tutti gli altri, sanno difendersi, soprattutto se avvertono condizioni di pericolo per i cuccioli e per il gruppo in generale. Ogni anno i bracconieri in cerca di avorio uccidono fino a 33mila pachidermi.

L’ultimo censimento Great Elephant Census dice chiaramente che sono a rischio estinzione perché tra il 2007 e il 2014, il loro numero è diminuito del 30%, ovvero sono scomparsi oltre 140 mila esemplari. Al ritmo attuale si potrebbe arrivare, in soli 9 anni, a loro fine definitiva.

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E anche se lo Zimbabwe è una delle poche nazioni africane ad avere una popolazione relativamente stabile di elefanti della Savana, il bracconaggio e la siccità hanno ridotto la capacità dello Stato di gestire la popolazione di pachidermi.

Dominella Trunfio

Foto

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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