L’elefante intrappolato nel fango salvo solo grazie ad alcuni operai cinesi in Kenya (VIDEO)

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Un’insolita collaborazione per salvare un elefante intrappolato nel fango in Kenya. Alcuni lavoratori edili cinesi insieme agli ambientalisti Keniani hanno lavorato insieme con lo scopo di liberare il giovane pachiderma intrappolato da 12 ore in una buca di fango vicino alla città di Makindu, al confine con il Chyulu Hills National Park.
Ci sono voluti solo una escavatrice e circa cinque minuti di lavoro per aprire un lato della fossa e costringere l’elefante a uscire fuori. Circa 15 rangers del Kenya Wildlife Service hanno monitorato poi l’elefante, che si è messo in salvo lontano dagli insediamenti umani.
Il lato più interessante di questa storia a lieto fine è che il mezzo di salvataggio utilizzato è stato fornito una società di costruzioni cinese, impegnata nella realizzazione di una ferrovia nelle vicinanze. Un avvenimento davvero interessante, considerando l’implicazione del Paese asiatico nel commercio dell’avorio in Africa.
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Una scena molto emozionate a cui ho assistito pochi giorni fa. Questo elefante è caduto in una buca in un territorio ostile. Ostile perché lì la comunità vede gli elefanti come un parassita che distrugge i raccolti. Volevano ucciderlo e mangiarlo ma il Kenya Wildlife Service alla fine riuscì a disperdere la folla di centinaia di persone. Per fortuna c’era una compagnia edile cinese che stava costruendo una ferrovia, così gentile da prestare una scavatrice gratis per salvare il povero elefante”, scrive sulla sua pagina Facebook Jeremy Goss, un biologo che era lì e ha realizzato il video e le foto.
Il bracconaggio, ricorda The Huffington Post, ha avuto un peso enorme sugli elefanti africani negli ultimi decenni. Si stima che 35.000 elefanti vengono uccisi in Africa ogni anno. E i ricercatori hanno avvertito che con questi ritmi i pachidermi potrebbero estinguersi nel giro di pochi decenni. La maggior parte dell’avorio illegale finisce proprio in Cina, dove un numero crescente di cittadini benestanti vede gli oggetti in avorio come uno status symbol.

Roberta Ragni
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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