Anche il diavolo della Tasmania è biofluorescente. Il suo corpo si illumina al buio

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Non solo i vombati. Anche i diavoli della Tasmania si illuminano al buio diventando fluorescenti. Una scoperta casuale che ha affascinato i suoi autori. Si tratta infatti del primo caso documentato di biofluorescenza in questi animali.

La Natura non finirà mai di stupirci. La biofluorescenza si riferisce al fenomeno mediante il quale un organismo vivente assorbe la luce e la riemette come un colore diverso. Nel caso del diavolo della Tasmania, la pelle intorno al muso, agli occhi e all’orecchio interno assorbe la luce ultravioletta, invisibile all’occhio umano e la riemette sotto forma di luce visibile blu. Non è chiaro se questo esempio di biofluorescenza abbia uno scopo ecologico o sia semplicemente un caso.

La biofluorescenza è stata recentemente scoperta in altri mammiferi australiani come l’ornitorinco e di recente nel vombato. Anche gli opossum della Virginia originari dell’Ohio e gli scoiattoli volanti meridionali emettono fluorescenza sotto la luce UV. Sebbene le ragioni della biofluorescenza nei mammiferi debbano ancora essere determinate, sono varie le ipotesi. Le prove sembrano suggerire che alcune specie di uccelli usano la fluorescenza UV per attrarre i compagni. Molti pesci usano persino la biofluorescenza per mimetizzarsi.

E’ anche possibile che i diavoli della Tasmania abbiano sviluppato la biofluorescenza a causa delle loro abitudini principalmente notturne.

“Anche se la biofluorescenza è presente in natura e rilevabile da una specie, dovrebbe anche influenzare il suo comportamento affinché possa essere considerata un adattamento funzionale. Sebbene sia necessaria cautela nell’interpretare questi risultati, una cosa è certa: il diavolo della Tasmania è all’altezza del suo nome in tutti gli spettri di luce” spiegano gli autori della scoperta.

Differenza tra biofluorescenza e bioluminescenza

La biofluorescenza non va confusa con la bioluminescenza, che viene innescata da una reazione chimica e può avvenire anche in assenza completa di luce esterna. Un esempio classico di bioluminescenza è dato dalle lucciole e dalla fauna marina di acque profonde.

La biofluorescenza invece si verifica quando un essere vivente assorbe radiazioni ad alta energia come l’ultravioletto e quindi emette luce a una frequenza inferiore. Sono state identificate molte proteine ​​che possono farlo nella pelle o in altri tessuti animali, tra cui ossa e denti.

Peccato però che la scoperta sia avvenuta all’interno dello Zoo di Toledo, nell’Ohio.

Fonti di riferimento: Zoo di Toledo/Facebook

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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