Chiudiamo i delfinari: morto in Belgio Origi, cucciolo di delfino

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Lo avevano chiamato Origi, come il calciatore belga che ai mondiali del Brasile ha segnato la rete della vittoria contro la Russia. Era l’ultimo nato del delfinario belga di Bruges, il Boudewijn Seapark. Purtroppo, però, pochi giorni dopo essere venuto alla luce davanti agli occhi e alle telecamere di tutto il mondo, il cucciolo di delfino è deceduto.

Lo hanno trovato alcuni dipendenti del parco acquatico mentre, all’interno della vasca, mentre la madre Roxanne cercava disperatamente di farlo respirare portandolo in superficie. Sebbene ufficialmente siano ancora ignote le cause del decesso, secondo alcune ipotesi della prima ora, è possibile che il piccolo cetaceo sia stato ucciso da un’infezione batterica.

“È veramente triste che la notizia della morte di Origi sia stata diffusa proprio oggi, giorno in cui si è storicamente celebrata la ricorrenza della giornata contro la cattività dei cetacei – commenta il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri -. Ed è assolutamente inconcepibile che tali decessi vengano presentati come semplici incidenti, quasi fossero fatti casuali”.

Yvon Godefroid, coordinatore belga della campagna contro la cattività dei delfini, prima di Origi, Roxanne aveva perso altri tre cuccioli: due gemelli nel 2011, seguiti nel 2012 dal delfino Bruce. Tutti uccisi da una presunta infezione batterica, che avrebbe colpito gli animali in un’età in cui il loro sistema immunitario risulta estremamente fragile soprattutto in cattività.

Com’è possibile che Origi ed i suoi “fratelli” abbiano contratto un’infezione in un ambiente che dovrebbe essere sanificato e controllato, come dovrebbe essere in teoria la vasca di un delfinario – prosegue Ferri -? Delle due l’una: o le acque della struttura belga lasciano a desiderare dal punto di vista sanitario oppure c’è dell’altro“.

A prescindere dalle cause di tali decessi, il vero responsabile di queste morti resta l’industria della cattività, che costringe ad una vita da reclusi esseri senzienti nati e “progettati” dalla natura per vivere in libertà.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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