Identificati e multati attraverso il DNA degli escrementi dei cani che non hanno raccolto. Succede in questa città spagnola

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Deiezioni dei cani per strada? La città spagnola di Alcanar, nel Montsià vuole strade più pulite, così per combattere l’inciviltà lancia un progetto innovativo per identificare geneticamente le feci dei cani e risalire ai nomi e cognomi dei proprietari degli amici a quattro zampe.

Un progetto che fa già discutere, ma che secondo l’amministrazione è un’ottima soluzione per non dover fare lo slalom tra gli escrementi che non vengono raccolti sui marciapiedi.

In pratica, ad Alcanar si sperimenterà un sistema tecnologico di identificazione delle feci del cani per poi risalire all’identificazione dei proprietari e punire i responsabili.

Ricordiamo che il sistema è già funzionante a Parets del Vallès, uno dei primi comuni che ha già multato i proprietari dei cani e che vede miglioramenti sul senso di civiltà (anche se imposto dalla legge).

Come funzionerà? Chiunque ha un cane ha tre mesi di tempo per far fare all’animale un prelievo gratuito di sangue presso i centri veterinari del comune. Dal sangue poi gli esperti ricaveranno un profilo genetico con la banca del DNA, in questo modo si saprà a chi appartiene il cane.

Il programma si chiama Can-ID ed è sviluppato da VetGENOMICS, con la partecipazione dell’Università Autonoma di Barcellona e una società esperta in diagnostica genetica veterinaria e genomica animale.
Ma se già siete sul chi va la pensando a uno spreco di denaro pubblico, sappiate che l’intero progetto è stato finanziato dal basso, dai cittadini stessi, stufi a quanto pare di una situazione insostenibile.

Secondo Juan Roig, sindaco di Alcanar, il Can-ID identificherà con nomi e cognomi, i responsabili delle deiezioni abbandonate nelle stradee nei parchi.

“Vogliamo che le feci dei cani smettano di essere un problema per i pedoni. In città non c’è questo senso civico purtroppo, ma la strada è di tutti e quindi dobbiamo occuparci di questo problema”, dice il sindaco.

Il Can-ID è un identificatore di DNA composto da 128 marcatori che garantirà, secondo gli esperti, un sistema infallibile, senza il rischio che ci siano contaminazioni estranee, ad esempio l’urina di altri cani.

Il progetto pilota partirà il 15 aprile e termina il 15 giugno. In questo periodo, i proprietari degli animali domestici sono obbligati alle analisi e in cambio riceveranno una targa identificativa da posizionare nel collare dell’animale.

E chi sarà beccato? Le sanzioni per il mancato recupero delle deiezioni costeranno fino a 700 euro di multa.

Che ne pensate?

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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