Daisy, la mucca OGM per un latte più digeribile e anti-allergia

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Latte Ogm, ci risiamo. Dopo la mucca argentina Rosita e le capre della University of California-Davis, tutte modificate geneticamente per produrre latte materno, arriva Daisy, la mucca Ogm in grado di produrre latte digeribile anche da chi è allergico. Per aiutare soprattutto i bambini, 1 su 12 secondo gli studi, che sviluppano una reazione allergica al siero.

L’ha “progettata” un gruppo di studiosi del Department of Pharmacology and Clinical Pharmacology, dell’University of Auckland, in Nuova Zelanda, sradicando il problema delle allergie al latte direttamente “alla fonte”. Daisy, infatti, è in grado di produrre latte privo di beta-lattoglobulina, visto che il team ha deciso di alterarne l’espressione del Dna ricorrendo alla tecnica dell’RNA interference, attraverso cui frammenti di Rna interferiscono selettivamente con i geni. Dopo avere testato il metodo sui topi, i ricercatori lo hanno infatti trasferito sulla mucca, inducendola poi a produrre latte con terapia ormonale.

Tutto questo perché “la beta-lattoglobulina è uno dei principali allergeni del Latte vaccinoscrive l’Istituto Allergologico Lombardo- definito Bos d 5 nella nomenclatura IUIS, ed è responsabile, con la caseina ed altre proteine del latte, dell’allergia al latte vaccino“. La sostanza, infatti, è resistente alla digestione e quindi può superare la digestione gastrica, presentandosi intatta nell’intestino dove piccole quantità vengono assorbite integre, o parzialmente integre, dando così luogo alla sensibilizzazione allergica.

Siamo riusciti a ridurre notevolmente la quantità di beta-lattoglobulina (Blg), una proteina di siero di latte che non è presente nel latte materno e che può causare reazioni allergiche. Circa il 2-3 per cento dei bambini è allergico al latte vaccino, e le allergie alla Blg rappresentano la maggioranza di questa percentuale“, ha spiegato entusiasta Stefan Wagner, coautore dello studio, guidato da Anower Jabed e pubblicato sulla rivista Pnas.

Delle sofferenze arrecate ai topi e alla mucca Daisy, nata per giunta priva della coda (i ricercatori escludono possa essere collegato alle modifiche genetiche da loro apportate), poco importa. Evviva, c’è il latte vaccino per chi è allergico. Ma agli italiani tutto questo non piace: “il latte ipoallergenico e proteico ottenuto direttamente da una mucca geneticamente modificata (ogm) non piace a tre italiani su quattro (71 per cento) che ritengono gli ogm meno salutari dei prodotti tradizionali“, afferma la Coldiretti.

Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni effettuate su animali e vegetali (dal salmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico, dalle patate fritte super resistenti ai parassiti fino al latte materno da mucche transgeniche) il livello di scetticismo nel Belpaese rimane elevato. La realtà – conclude la Coldirettiè infatti che gli ogm attualmente in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini“.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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